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mercoledì 11 marzo 2020


Mele friulane, il virus cancella quintali di forniture

Dopo i danni dalla cimice asiatica, ecco un’ulteriore mazzata sui produttori friulani di frutta. Nella sua azienda Pomis a Chiasiellis, l’imprenditore Peter Larcher riceve quotidianamente disdette degli ordini di fornitura di mele fresche destinate alle mense delle scuole. Infatti, a causa della chiusura prolungata degli istituti della regione tutta la filiera della ristorazione collettiva è in profonda crisi.

“Fino a ora ci hanno bloccato 30mila chilogrammi di mele destinati alle scuole del Friuli-Venezia Giulia – spiega – e ora iniziano ad annullare ordini destinati anche ad altre regioni. Un certo quantitativo è anche rappresentato da frutta biologica che ha una conservabilità minore. Ma non è tutto. Infatti, rischiamo di perdere il treno della stagionalità dei consumi. Stanno già arrivando altri tipi di frutta, come le fragole, dalle regioni del sud Italia in anticipo rispetto al normale grazie all’inverno mite. Rischiamo così di ritrovarci con una grossa parte del raccolto di mele friulano invenduto”.

Ogni settimana ‘saltano’ 150 quintali per le scuole regionali e 100 per quelle nazionali. E questa è solo la seconda settimana di disdetta. Situazione destinata ad aggravarsi dopo la decisione del governo nazionale di chiudere tutte le scuole almeno fino al 3 aprile.

“Se andiamo avanti così - conclude Larcher - con la prossima settimana saranno già 1.000 i quintali disdetti. Quel che è peggio, però, è sentirsi inermi rispetto a una crisi che rischia di generare danni economici imprevedibili”.

Fonte: ilfriuli.it


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