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martedì 3 marzo 2020


Residui nelle verdure, il punto dalla Germania

La quantità dei residui nei prodotti ortofrutticoli dipende dalla loro origine. A stabilirlo - come riporta il sito tedesco Fruchtandel - è stata una ricerca svolta dal Federal Vegetable Expert Group (Ggg), insieme all'associazione degli orticoltori tedesca (Zentralverband Gartenbau, Zvg), al Comitato federale per gli ortofrutticoli (Bundesauschuss für Obst und Gemüse, Bog) e all'Ufficio federale per la protezione dei consumatori (Bundesamtes für Verbraucherschutz, Bvl).

I prodotti dell'Unione Europea contengono meno residui di antiparassitari rispetto ai prodotti importati da Paesi extra-Ue.
Nel 2018, solo l'1,3% dei prodotti esaminati provenienti dalla Germania ha superato i livelli massimi di residui. Negli ultimi cinque anni, questo tasso è sempre stato a un livello molto basso tra l'1% e il 2% (nel 2017 era pari all' 1,1%). 

Allo stesso modo il livello di residui nel cibo proveniente da altri paesi dell'Unione era basso mentre, nel caso di alimenti importati da paesi extra-Ue, il numero di superamenti è arrivato all'8,8% nel 2018 (nel 2017 era del 6,3%), in costante aumento dal 2015.

Tuttavia, un'analisi dei dati mostra che la maggior parte degli alimenti provenienti da paesi extra-Ue come mele, patate, pomodori, succo d'arancia e tutti gli alimenti animali esaminati, sono solo leggermente contaminati e hanno un superamento minimo o nullo del livello massimo di residui. 
Le quote di oltre il 15% si trovano di solito solo per alcuni prodotti come peperoni, fagioli con baccello, erbe fresche e melanzane.

Fonte: Fruchtandel.de


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