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Assicurazioni gelo lunedì 2 marzo 2020


«Assicurarsi contro gelo e grandine? Non conviene»

La grande attesa è finita, finalmente. La campagna assicurativa 2020 ha preso il via giovedì 27 febbraio in Emilia-Romagna e, nel giro di pochi giorni, si estenderà a tutte le altre regioni d’Italia. I produttori di frutta estiva - ma non solo - possono dunque cominciare a proteggere le loro produzioni dalle avversità atmosferiche, a partire dal gelo, considerato che il ritorno di freddo, dopo questo inverno così mite che ha già risvegliato le piante, si fa molto probabile.

Benché sia un passo fondamentale per tutelare il reddito aziendale, l’apertura della campagna assicurativa non viene però celebrata con salti di gioia dagli operatori del settore ortofrutticolo. 

“Le compagnie, purtroppo, hanno aumentato i giorni di franchigia portandoli a 12, ridotto le garanzie e praticato maggiori tassi che determinano un rialzo di costi di assicurazione”, spiega a Italiafruit News Gabriele Franceschelli, contitolare de La Vallata di Casalfiumanese (Bologna), azienda capofila della rete d’imprese Vallata Group, che aggrega una ventina di produttori di frutta della Valle del Santerno. 



L’azienda di Franceschelli, in particolare, ha l'albicocca come prodotto di punta. “Le assicurazioni hanno abbassato il prezzo di risarcimento del frutto del 30% rispetto al 2019 a 55-60 centesimi di euro il chilo, con le franchigie che sono state invece aumentate al 30% per il gelo e al 15% per la grandine. Cinque anni fa il prezzo di assicurazione era di 1,25 euro il chilo e le condizioni erano molto migliori".

"Ipotizzando anche di subire un evento talmente grave da perdere tutto il raccolto, quest'anno l’assicurazione non mi potrebbe permettere di coprire nemmeno la metà delle spese vive annuali della mia azienda. Non è matematicamente conveniente!”.

Circa l’incremento dei costi delle polizze, Franceschelli sottolinea invece che “per un produttore di albicocche della Valle del Santerno, il premio annuale per assicurarsi contro gelo e grandine si è alzato fino a raggiungere un tasso pari a circa il 23% del capitale assicurato”. Per fortuna, il 60% della spesa può comunque ritornare in forma di contributo dopo un anno nel caso di compilazione del Piano assicurativo individuale (Pai).



E se le assicurazioni generano malumore, anche in campo le piante di albicocche non lasciano intravedere un’annata di buona produzione, dal punto di vista dei volumi. “Nel nostro territorio, rispetto all’anno scorso, manca un 30% circa di fiori; alcune varietà non li hanno nemmeno. Bisogna cominciare a pensare che quest’anno le quantità saranno molto molto scarse”.

Nella vallata del Santerno la frutta viene coltivata su quasi tremila ettari, l’80% dei quali sono destinati all’albicocco. “Per ora la stagione registra un anticipo di 25 giorni. Pertanto, se tutto andrà per il verso giusto, le prime raccolte potranno cominciare ad inizio maggio”, conclude l’imprenditore.
 
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