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Cimice Asiatica lunedì 2 marzo 2020


Le alte temperature risvegliano le cimici

L’inverno mite e le alte temperature di questi ultimi giorni non stanno influendo solo sulle colture con fioriture anticipate. Ad essere influenzati sono anche gli insetti, tra cui le ormai note cimici asiatiche, che sembrano prepararsi ad uno svernamento anticipato.
Ma quali rischi comporta questa situazione? Il professore Gianfranco Anfora della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige e dell’università di Trento, ha commentato le tendenze attuali con Italiafruit News.

“Da ogni stagione raccogliamo dati aggiuntivi per capire l’adattamento della cimice asiatica sui nostri territori – spiega Anfora – e secondo il materiale raccolto finora, possiamo ipotizzare che le temperature più elevate rispetto alla media permettono a maggior quantità di individui adulti di superare l’inverno indenni. Se con temperature invernali più basse, eravamo soliti ad assistere ad una elevata mortalità stagionale, con questo caldo possiamo già assistere ai primi movimenti degli adulti, che si spostano dai loro rifugi anticipando la stagione primaverile. Fortunatamente le cimici uscite dai loro rifugi sono ancora poche e si stabiliscono su piante come l’edera ma non verso le piante di interesse agrario, a cui si avvicineranno solo in primavera”.
“Se le temperature si mantengono su questi livelli - continua - è probabile che la riproduzione di questi insetti sia anticipata e a questo punto ci ritroveremmo con molti più cimici in primavera ed estate. Fortunatamente però, le temperature più calde non aumentano la probabilità di nuovi cicli riproduttivi, per ora fissi a due in Italia e fino a quattro nei luoghi di origine”.


Un esempio di aggregazione di cimici

Le conseguenze di un raffreddamento improvviso
Questa situazione di clima mite potrebbe non stabilizzarsi. E, così come per le colture si teme il rischio di gelate improvvise, un’ondata di freddo potrebbe modificare anche il ciclo vitale delle cimici. 
“Se nelle prossime settimane si verificasse un raffreddamento repentino delle temperature – sottolinea il professore – potremmo assistere ad un aumento improvviso della mortalità di questi insetti e la popolazione potrebbe quindi essere parzialmente ridotta”.



Valli alpine e Svizzera, nuovi focolai
Se è vero che le alte temperature stanno causando il risveglio anticipato delle cimici in quasi tutta Italia, le conseguenze climatiche si fanno sentire anche nelle valli alpine e oltreconfine.
“Se fino ad oggi nelle valli alpine si contava una sola generazione completa delle cimici – commenta Anfora – prossimamente potremmo registrare fino a due generazioni complete. La stessa cosa potrebbe succedere anche in Svizzera e tra i colpevoli c’è ovviamente il cambiamento climatico: se prima in queste zone si poteva contare su un clima rigido, ora le temperature sono in rialzo e la popolazione di questi insetti potrebbe crescere”.



Raccolta delle cimici a Fem, forte la responsabilità dei cittadini
Relativamente al progetto di raccolta cimici lanciato da Fem a inizio mese (clicca qui per approfondire), il professore commenta “È stato un successo inaspettato: ad oggi abbiamo raccolto 8 mila cimici, un numero alto per un territorio limitato come il nostro, a testimonianza di una presa di coscienza importante da parte dei cittadini”.
“Delle cimici che ci arrivano, ne utilizziamo circa il 50% - prosegue l'esperto - perché, nonostante i cittadini si attengano alle istruzioni per raccolta, alcuni insetti sono già moribondi quando arrivano. È un fenomeno del tutto naturale, perché durante l’aggregazione di questi mesi invernali, si verifica un invecchiamento di gran parte della popolazione”.
Ma cosa succede agli insetti, una volta arrivati in laboratorio? “Alleviamo le cimici per farle accoppiare e per ottenere le ovature, su cui andremo ad allevare l’antagonista: parliamo di una microvespa che va a deporre un uovo per ogni uovo della cimice. Del resto, abbiamo già preparato i criteri per il rilascio del parassitoide e anche i documenti sono pronti: manca solo l’approvazione della lotta biologica che permetta la distribuzione della vespa in tutte le aree del Paese, comprese le coltivazioni biologiche. Una volta avviato, il progetto avrà una durata pluriennale, finché non otterremo un nuovo equilibrio tra le specie”.
Anfora conclude ribadendo l’importanza del contributo dato dai cittadini per questo progetto: “lo svernamento delle cimici durerà fino ad aprile inoltrato, dopo quel periodo gli insetti saranno più attivi e la loro cattura da parte dei cittadini diventerà difficile. È quindi fondamentale riuscire a raccogliere adesso il maggior numero di esemplari”. 



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