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lunedì 24 febbraio 2020


Sostenibilità? Condivisione e giusto prezzo

Una sostenibilità condivisa, alla portata di tutta la filiera ma anche dei consumatori, basata su un prezzo equo per garantire valore al sistema e spezzare la spirale al ribasso che da tempo affligge, soprattutto, la fase produttiva. E’ uno dei messaggi forti lanciati dal convegno “Relazioni sostenibili tra ambiente e mercato” organizzato da Apot con Melinda che si è tenuto venerdì pomeriggio alla cooperativa Cocea di Taio di Predaia, quarta edizione di “Trentino Frutticolo Sostenibile”. Il progetto, lanciato nel 2016, è cresciuto nel tempo, coinvolgendo le istituzioni prima e ora, con questo convegno, anche la distribuzione finale. 

Complici le indicazioni del documento Green Deal della Commissione europea è senza dubbio il tema del momento - ha spiegato in apertura Roberto Della Casa, managing director di Agroter e Italiafruit News - ma urge trovare una sintesi comune in grado di salvaguardare il reddito e ottimizzare i rapporti di filiera. 



“La trasparenza dei nostri agricoltori, al centro del progetto Trentino Sostenibile, risulta sempre più apprezzata ma ci sono due criticità”, ha esordito Ennio Magnani (foto sopra), presidente di Apot davanti alla sala affollata: “La prima è che dare una risposta locale a un problema generale non è sufficiente; la seconda deriva dalla debolezza della base agricola, incapace di dialogare e porsi sullo stesso piano della Gdo. Per questo abbiamo organizzato il convegno odierno. Produrre qualità a prezzo basso, come troppo spesso avviene, non è più sostenibile”.

Quando si parla di sostenibilità in ortofrutta si ha da una parte un triangolo composto da economia, ambiente ed etica, dall’altra una "triade" formata da produttori, distributori, consumatori: come trovare la "quadra"? Serve concertare, mediare, equilibrare, armonizzare o meglio, in una sola parola: orchestrare. Così Della Casa - dopo i saluti istituzionali e l’intervento di Alessandro Dalpiaz sul bilancio di Trentino Frutticolo Sostenibile - ha introdotto sul palco l’ospite d’onore del convegno, Daniele Agiman, direttore d’orchestra e titolare della cattedra di Direzione d’orchestra al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. 



Agriman (foto sopra) ha sottolineato la necessità di condivisione e dialogo tra agricoltura e distribuzione. Proprio come nella musica, servono reciproca capacità di ascolto, cura nei rapporti e capacità di direzione e coordinamento tra persone, note e strumenti, così da sviluppare armonie e dare forza alle relazioni.

Il convegno è entrato nel vivo con la tavola rotonda in cui si sono confrontati Maurizio Gardini presidente di Confcooperative, Ettore Prandini, presidente Coldiretti, Francesco Avanzini, direttore generale Conad Italia e Maura Latini, amministratore delegato Coop Italia. Buone pratiche, comunicazione, Made in Italy, sfida digitale, discount, prezzi: tanti i temi emersi nell’interessante confronto tra le i cinque big, punzecchiati - e moderati - da Della Casa.



Per Gardini “la sostenibilità può tradursi in un vantaggio competitivo ma i relativi costi devono essere affrontati da tutti i soggetti della filiera, non solo dalla produzione; per questo è necessario condividere un sistema e un modello per l’agricoltura”.

“La sostenibilità dovrebbe partire dalle infrastrutture e dai trasporti”, ha detto Prandini, ricordando come “l’agricoltura italiana sia la più sostenibile a livello europeo e il Trentino sia un esempio: alla base c’è l’imprenditorialità, e soprattutto la capacità di fare sistema”. Poi l’affondo sul Green Deal: “c’è poco di sostenibile, non c’è una visione d’insieme”.

“Il commercio - ha commentato  Avanzini - è la cinghia di trasmissione tra produzione e consumo. Sono d’accordo nel creare un meccanismo di relazioni in cui la sostenibilità diventa un modo per lavorare. Produzione, commercio e consumo sono sulla stessa barca”.

Maura Latini ha criticato “il processo di eccessiva semplificazione portato in dote dalla digitalizzazione. Il termine sostenibilità fa le spese di questa semplificazione, è abusato e compreso da pochi. Ma se non riusciamo a trasferire bene i concetti di sostenibilità rischiamo di fare errori. Attenzione però, perché la percezione del prezzo è fondamentale in un quadro caratterizzato da una concorrenza esasperata”.


Quindi il tema caldo della remunerazione: meglio un prezzo basso o un prezzo “equo”, ha chiesto Della Casa? Unanime la risposta: il prezzo deve essere giusto, rispettare le persone che lavorano per produrre, trasformare e far arrivare frutta e verdura sugli scaffali.

“Occorrono attenzione all’ambiente, alle persone ma è fondamentale soprattutto un conto economico in ordine: è questa la cartina di tornasole”, ha detto convinta Latini. ”Il distributore che vende un prodotto a bassissimo prezzo lo fa contro il suo interesse. Occorre costruire una cultura dell’informazione”. Anche per Avanzini non tutti i distributori si comportano in maniera adeguata soprattutto quelli che puntano in modo esasperato sul low cost:  “C’è bisogno di un prezzo più giusto per tutti”.

“Combattiamo da sempre le aste al massimo ribasso – ha detto Gardini – perseguendo una maggiore trasparenza alla lotta di pratiche illegali. Insieme possiamo sostenere con più forza i progressi in questa direzione”. “Non c’è sostenibilità se non c’è un giusto prezzo – ha confermato Prandini – Ma in quest'ottica dobbiamo sollecitare un'azione politica dell’Italia nei confronti della Ue più efficace di quella degli ultimi trent’anni, anche in un'ottica di reciprocità: è indispensabile tutelare il Made in Italy”.


Un passaggio del convegno, quindi, è stato dedicato allo Standard Grasp Global Gap quale possibile alternativa alla Rete del lavoro agricolo di qualità indicata come riferimento da Federdistribuzione per i futuri rapporti con i fornitori: Grasp può diventare il caposaldo, ha chiesto Della Casa? I rappresentanti di Coop e Conad non hanno una risposta certa ma hanno ricordato come le rispettive catene siano da tempo impegnate sul fronte delle certificazioni dei fornitori. “Però in questo ambito - ha annotato Latini - manca l’accompagnamento delle istituzioni: la buona volontà si infrange sulla scarsa sensibilità della parte politica, la Rete del lavoro agricolo di qualità ha dei limiti su cui nessun Governo e Ministro è mai intervenuto”.



In chiusura Andrea Segrè, presidente della Fondazione Mach, ha evidenziato che "la sostenibilità economica è la più importante; senza di essa, quella sociale e ambientale non reggono. Il valore non è solo il prezzo, che deve essere equo: bisogna arrivare a un tornaconto collettivo, non individuale, ma di filiera, del sistema, sennò la tendenza al ribasso farà perdere tutti”. Infine, dopo aver rimarcato l’importanza dell’educazione alimentare, ambientale e della sostenibilità (“dovrebbero essere temi di insegnamento nelle scuole") uno slogan per chiudere degnamente la giornata: “Il prezzo giusto ci dà più gusto”.

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