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Radici amare giovedì 13 febbraio 2020


Torna in auge la radice amara, superfood dal futuro assicurato

Un prodotto tipico lombardo dal passato glorioso e dal futuro assicurato. La Radice amara di Mairano (Brescia), l'unica radice amara al mondo con una certificazione comunale (De.C.O.), viene sempre più apprezzata da consumatori ed “influencer” moderni (chef, nutrizionisti, dietologi, erboristi, food blogger, ecc.) che la ricercano per i suoi straordinari effetti depurativi e disintossicanti. Un superfood a tutti gli effetti, che può senza dubbio ripercorrere il successo avuto dallo zenzero nell'ultimo decennio.

Alla vista sembra una carota allungata di colore bianco tendente al beige. Mentre il suo sapore, dopo la cottura, ricorda quello di una patata tradizionale. Ha un gusto "amabile" e non eccessivamente amaro, che piace agli adulti ma anche a giovani e bambini. La Radice amara di Mairano De.C.O. è però anche uno scrigno di proprietà benefiche per il fegato e i vasi sanguigni che gli italiani stanno via via riscoprendo, impiegandola ad esempio per arricchire le insalate miste e/o per accompagnare piatti caldi di carne (bollito, lesso, ecc.) come semplice contorno. 



Artefice di questo rinnovato interesse è la Società agricola Cazzoletti Giacomo e Figli, fresca vincitrice del premio Oscar Green 2019 di Coldiretti per l'innovazione nella categoria "Fare Rete". L’azienda mairanese, da circa tre anni, ha progettato infatti un packaging “informativo” (da 800 grammi e un chilo) per divulgare la conoscenza totale del prodotto tipico, della sua storia e dei suoi valori nutrizionali. Una confezione che mette in evidenza anche quattro possibili ricette da preparare in cucina (nella foto sottostante).

"Eredito la passione della coltivazione della radice di Mairano dal mio bisnonno e ho deciso di renderla unica e di farla conoscere al mondo intero attraverso la commercializzazione in tutta Italia. Da quando ho ottenuto la certificazione De.C.O. sono riuscito ad inserirla nella Gdo triplicando sia la produzione sia il fatturato", dichiara Giuseppe Cazzoletti, responsabile commerciale dell'azienda di famiglia che coltiva radici amare su una decina di ettari.



“Ogni anno aumentiamo le superfici a fronte delle maggiori richieste del mercato nazionale, in particolare del canale della Gdo - sottolinea - Lavoriamo la radice completamente a mano: tranne la semina, le altre lavorazioni vengono fatte manualmente; questo non ha un impatto ambientale in termini di inquinamento”. 

“La raccolta inizia di solito nel mese di ottobre e si può protrarre fino ad aprile. Noi confezioniamo le radici entro poche ore dalla raccolta, in modo da offrire alla nostra clientela della Gdo, dei Mercati generali all’ingrosso e della ristorazione un prodotto sempre fresco che vanta una lunga shelf life di 15-20 giorni”. 


Giuseppe Cazzoletti, al centro, riceve l'Oscar Green 2019 di Coldiretti 

Per l’azienda la stagione in corso sta proseguendo bene dal punto di vista sia produttivo sia commerciale. “Il clima particolarmente mite dell’annata sta migliorando il sapore amarognolo, rendendolo delicato. Per quanto riguarda le vendite, gennaio si è confermato il nostro mese d’oro, ma anche febbraio è iniziato nel migliore dei modi”. 

“Oggigiorno tantissime persone, dopo le abbuffate delle feste o dei fine settimana, tendono a inserire la nostra radice amara nella propria dieta proprio per depurare l’organismo - conclude Giuseppe Cazzoletti - Ora stiamo lavorando per ampliare ulteriormente il business. A breve, tra l’altro, la nostra radice di Mairano De.C.O. potrà beneficiare anche della certificazione di Prodotto Agroalimentare Tradizionale (Pat) della Lombardia”.

Per maggiori informazioni è possibile contattare Giuseppe Cazzoletti al numero 347 7210558.

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