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mercoledì 12 febbraio 2020


Mele e pere, le previsioni dell'Emisfero Sud ai raggi X

La produzione di mele dell'Emisfero Sud è prevista in riduzione dell'1% rispetto alla scorsa campagna e del 3% rispetto al dato medio delle ultime tre annate. I volumi attesi in Argentina, Australia, Brasile, Cile, Nuova Zelanda e Sudafrica - come emerge dai dati Wapa (World Apple and Pear Association) presentati nei giorni scorsi a Fruit Logistica in Germania - sono pari a circa 5 milioni di tonnellate. Di questo ammontare circa 1,72 milioni di tonnellate (34%) saranno esportate nel mondo.

La situazione fotografata dall'associazione di settore delle pomacee è piuttosto differente da Paese a Paese: l'Argentina prevede infatti un volume stabile a 550mila tonnellate; Australia e Cile stimano rispettivamente contrazioni nell'ordine dell'11% (255mila ton) e dell'8% (1,54 milioni di ton), mentre si attendono lievi incrementi per Brasile (+4%, 1,15 milioni di ton), Nuova Zelanda (+6%, 586mila ton) e Sudafrica (+5%, 922mila ton).




La Gala si conferma come principale varietà di mela prodotta nell'emisfero australe con quasi 1,96 milioni di tonnellate previste (+1% sul 2019), seguita a lunga distanza dalla Fuji (729mila ton) e dalla Red Delicious (627mila ton), per le quali sono attesi volumi più bassi rispetto alle medie dell'ultimo triennio (-9% la Fuji; -5% la Red Delicious).



Per quanto riguarda le pere, la raccolta prevista nell'Emisfero Sud si attesta a 1,27 milioni di tonnellate, in calo del 3% rispetto all'anno precedente e del 2% nel confronto con le ultime tre campagne. L'export del frutto, sempre secondo le stime della Wapa, si ridurrà del 2% a totalizzare 691.660 tonnellate. 



Tutti i Paesi, nel caso della pera, prevedono produzioni più basse dell'anno precedente: la Nuova Zelanda del 12%, il Cile del 5%, l'Argentina del 2%, il Sudafrica e l'Australia dell'1%. La varietà Williams, ampiamente consumata in Europa, dovrebbe raggiungere un volume di 376mila ton, in calo del 4% sul 2019. La leadership produttiva resterà però in mano alla Packham's Triumph, con un output atteso di 445mila ton (-2%).


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