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lunedì 10 febbraio 2020


Rucola a residuo zero per la IV Gamma, c'è un progetto

Alma Seges punta al residuo zero come leva per l’innovazione di processo e per assicurare nuove opportunità alle imprese del settore orticolo: è stato presentato a Fruit Logistica il progetto dedicato alla rucola, coltura regina della Piana del Sele e della IV gamma. Si svolgerà in due aziende agricole socie dell’Op: La Brocca Alba di Eboli e F.lli Valcacer di Battipaglia (Salerno). Ne hanno parlato, in un convegno, Stefania De Pascale e Albino Maggio del Dipartimento di Agraria dell'Università Federico II di Napoli, Marco Valerio Del Grosso, consulente agronomo, e Paolo Arrigoni, Ceo di Arrigoni Spa, società leader europea delle reti per l'agricoltura e partner del progetto.

Il  progetto di ricerca sulla rucola è partito da qualche mese; i relatori hanno evidenziato la complessità che deriva dall'applicazione del residuo zero (di cui si parla per il prodotto che al momento dell'immissione al consumo non presenta alcun residuo dei prodotti chimici ammessi per legge o comunque con presenza al di sotto dei limiti di determinazione analitica) sulla coltura. Il presidente di Alma Seges, Aristide Valente, ha sottolineato l'importanza della scelta dell’Op di sostenere il progetto nell'ambito dei Programmi operativi in un contesto che, ha spiegato Roberto Cherubini, dirigente del Ministero delle Politiche agricole e forestali, vede ancora una bassa adesione da parte delle Op, soprattutto al Sud.



Nel dibattito che ne è seguito, gli intervenuti hanno ribadito l'importanza dell'adozione dell'innovazione, come il residuo zero, da parte delle imprese, con l'obiettivo di produrre prodotti di qualità e senza residui chimici. Le conclusioni sono state affidate a Luca Brondelli di Brondello, della Giunta nazionale di Confagricoltura, e a Ettore Prandini, presidente nazionale della Coldiretti.

In ortofrutticoltura, è stato detto al convegno berlinese, sono stati avviati e sperimentati diversi protocolli su diverse specie con risultati in alcuni casi anche consolidati; ma non tutti i problemi tecnici sono stati risolti. Per questo è importante fare ricerca e confrontarsi su questa nuova importante sfida per il settore nell'ottica di perseguire l'"orticoltura 4.0". 

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