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giovedì 6 febbraio 2020


Sos ortofrutta, le risposte di Bellanova

Un documento congiunto per rilanciare l’ortofrutta Made in Italy su tutti i fronti, dalla produzione al consumo all’export: lo hanno consegnato alla ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, nella giornata inaugurale di Fruit Logistica di ieri, i massimi esponenti del settore. L'occasione è stata fornita dall’inaugurazione della collettiva Italy organizzata da Cso Italy in collaborazione con Ice, Fruitimprese e Italia Ortofrutta Unione Nazionale. Nell’occasione sono interventi Paolo Bruni di Cso, l’europarlamentare Paolo De Castro, l’ambasciatore Mattiolo, il direttore dell’Ice Luongo, Davide Vernocchi, coordinatore ortofrutta Alleanza Cooperative, Marco Salvi, presidente Fruitimprese, Gennaro Velardo, leader di Italia Ortofrutta, il presidente di Coldiretti Ettore Prandini e quello di Confagricoltura Massimiliano Giansanti.



“Dopo tanti finalmente un ministro dell’agricoltura viene a Fruit Logistica di Berlino, occasione per noi importante visto che la Germania resta il primo mercato per l’Italia”, ha esordito Bruni. “Il documento che presentiamo oggi al Ministro evidenzia le criticità del settore: abbiamo perso competitività nella produzione, con la Spagna che ci ha sorpassato, 18 milioni contro 23 milioni di tons, nella produzione di ortofrutta fresca; dobbiamo incentivare innovazione e agricoltura di precisione ma anche sostenere i principi attivi che consentano ad agricoltori a fare gli agricoltori, la cimice asiatica richiede difese adeguata. I consumi nel 2019 - ha aggiunto Bruni - sono calati del 3% a livello nazionale; l’export è in forte calo. Servono reciprocità e nuovi mercati. Le priorità sono lo sblocco dei dossier sulle pere in Cina,  il kiwi in Vietnam, mele e pere in Messico, kiwi, mele e uva in Thailandia”.

Nel suo intervento De Castro ha lodato "determinazione ed efficacia del Ministro Bellanova" aggiornando sullo stato dei lavori sulla Pac: “Stiamo lavorando sulla riforma per difendere le risorse all’agricoltura, ma se non ci sarà un lieve incremento del contributo da parte degli Stati membri sarà inevitabile un taglio. Lavoriamo per rendere più forte il sistema delle imprese soprattutto sul fronte export; urge giocare al meglio la carta europea per aprire nuovi mercati”.

"Nel quadro della riforma della Pac - ha poi annunciato De Castro - il Parlamento europeo sta lavorando affinché abbiano la possibilità di fare leva su nuove risorse finanziarie attraverso i nuovi piani settoriali, con un aumento dei contributi da parte dell'Unione che arrivi al 5% della Produzione lorda vendibile, contro l'attuale 4,1%, come sostegno diretto alle Organizzazioni di produttori e loro associazioni".


Il presidente del Cso Bruni consegna alla ministra Bellanova il documento congiunto firmato dai vertici di Alleanza delle Cooperative Italiane, Fruitimprese, Italia Ortofrutta, Assomela e Cso Italy. 

Per il presidente di Coldiretti Prandini serve un “lavoro di squadra per affrontare le tante sfide: infrastrutture, logistica, in quanto serve l’alta velocità anche nel trasporto merci, costi di produzione elevati, reciprocità nelle regole per l’import export, emergenza cimice asiatica. E poi, serve educare le nuove generazioni al gusto”.

Vernocchi si è soffermato sul problema cimice e sui danni causato dallo stop  Ue al chlorpyrifos-methyl: “Ci ha tolto una cartuccia importante per la difesa”. E sull’import incontrollato:  "arriva dal Nordafrica ortofrutta trattata con prodotti da noi non ammessi”.

“L’export cala e stiamo importando sempre di più, è preoccupante”, ha aggiunto Salvi. “C’è un tema di competitività. L’emergenza coronavirus in Cina può essere un’opportunità, cercheranno prodotti sempre più sicuri e può essere una chance per noi. Ma non basta. Anche perché l’Europa sembra dia per scontato che la Russia sia un mercato chiuso e irrecuperabile, ed è sbagliato: è un mercato da 2,5 miliardi di euro. Stiamo aprendo nuovi spazi ma serve dotarsi di strumenti per essere leader: serve un tavolo ortofrutticolo nazionale, in Francia l'hanno lanciato finanziandolo con 40milioni di euro”.

Velardo di Italia Ortofrutta ha spronato a “cercare di arrivare con proposte uniche e unitarie alla politica: se l’Oi non funziona chiudiamolo”. E Giansanti di Cofagricoltura l’ha detto a chiare lettere: “dobbiamo fare sistema: la Spagna esporta il 70% di quello che produce, l’Italia solo il 40%. Servono nuovi mercati. Concordo: il coronavirus può essere opportunità per nostri standard qualitativi. Ritengo che il mercato cinese possa offrire opportunità”.


Il presidente di Coldiretti Ettore Prandini 

Bellanova, dopo aver ascoltato le riflessioni degli operatori del settore, ha annunciato che il 25 febbraio si svolgerà il Tavolo ortofrutticolo per dare risposte forti alle istanza del settore; un settore “con un forte radicamento con il territorio, che necessità di  mettere a valore l’impegno dei produttori e la bontà del prodotto”. “L’Europa è la nostra casa e il nostra mercato, va resa più efficace: con le risorse dell’Ocm dobbiamo crescere e far conoscere le eccellenze, ma dobbiamo ragionare anche sulla riforma Pac”.

“Sull’export - ha aggiunto il Ministro - abbiamo avviato un lavoro comune con il presidente dell’Ice per studiare insieme azioni di sistema per la promozione del made in Italy agroalimentare, così come stiamo lavorando a testa bassa per aprire nuovi mercati, rimuovendo le barriere che ci sono. Non è un lavoro facile, soprattutto non è un lavoro rapido come vorremmo. Spingeremo su tutti i dossier al massimo: dal kiwi alle mele, alle pere e a tutti i prodotti a cui possiamo garantire nuovi spazi in mercati di grande potenziale come Messico, Colombia, Vietnam e la stessa Cina, nonostante questa fase difficile”. 

“Dobbiamo affrontare il cambiamento climatico anche per far fronte ai nuovi flagelli che porta nelle nostre campagne come la cimice asiatica e la xylella”, ha aggiunto Bellanova. “Siamo intervenuti sulla cimice asiatica con uno stanziamento iniziale di 80 milioni di euro per il ristoro dei danni. Questo mese partirà al ministero la Consulta contro la crisi climatica e per le priorità agricole. Non ho dubbi che anche voi saprete dare un contributo di merito in quella sede dove chiameremo organizzazioni, università, imprese a confrontarsi per scrivere il piano strategico nazionale. Il futuro dell’agricoltura è il futuro dell’Italia”.

E sulla Brexit: “Non possono essere i produttori di ortofrutta a pagare la Brexit. Abbiamo già pagato più di un 1 miliardo di euro per l’embargo russo. Abbiamo bisogno di lavorare insieme alla Commissione per nuove opportunità sul fronte delle esportazioni”. E infine: “La situazione internazionale attuale ci preoccupa. Le posizioni di Trump, l’uscita dell’Inghilterra dall’Ue, questa nuova emergenza del coronavirus cinese sono altri fattori di rischio. Dobbiamo agire in fretta per evitare nuove fasi critiche”.

Nella foto di apertura: il ministro Bellanova, al centro, con, a partire da sinistra, il direttore generale dell'Ice Roberto Luongo, il presidente di Fruitimprese Marco Salvi, il presidente di Assomela Ennio Magnani, il coordinatore ortofrutta di Alleanza delle Cooperative Italiane Davide Vernocchi, il presidente di Cso Italy Paolo Bruni, l'ambasciatore d'Italia a Berlino Luigi Mattiolo e il presidente di Italia Ortofrutta Gennaro Velardo. 

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