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Radicchio marchigiano martedì 4 febbraio 2020


«Radicchi, il mercato si fa pesante»

Il mercato non sorride al radicchio in questa parentesi di (caldo) inverno. E il prodotto marchigiano soffre, faticando ad emergere rispetto a più blasonati "colleghi". Anche per questo tra le aziende marchigiane specializzate in radicchi si sta pensando di sviluppare un marchio dedicato: Rubino - Il radicchio delle Marche.

Per il momento è una proposta, ma il messaggio è chiaro: dare riconoscibilità a un prodotto che qualitativamente è valido, catturando l'attenzione del consumatore e comunicando valori e territorialità.



"Quest'anno, complice le temperature alte dell'inverno, c'è un'offerta abbondante di prodotto, una situazione che tiene i prezzi bassi, anche perché i consumi non sono particolarmente vivaci", spiega a Italiafruit News Francesco Renzoni, responsabile tecnico di Codma Op. L'azienda di Fano (Pesaro-Urbino) è tra quelle che ha collaborato a questo percorso di valorizzazione del radicchio marchigiano.

"Nella nostra regione il radicchio è uno degli ortaggi più coltivati - prosegue Renzoni - Parliamo di centinaia di ettari, è una tradizione molto importante. Purtroppo il radicchio marchigiano viene venduto tal quale, rimanendo anonimo agli occhi del consumatore: cosa che, in una campagna difficile come quella attuale, rende la situazione ancor più pesante. Vogliamo partire proprio da qui per dare riconoscibilità al radicchio marchigiano, che si coltiva soprattutto nella zona di Macerata, in terreni vicini al mare e con alle spalle l'Appennino, condizioni che conferiscono caratteristiche qualitative peculiari al prodotto. E' una produzione invernale di qualità ed è un peccato vederla soffrire in annate come queste. Vogliamo lavorare a un futuro brand, a disposizione di tutte le aziende marchigiane - conclude Renzoni - per veicolare meglio questo ortaggio e per venderlo con un nome e un cognome".

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