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martedì 4 febbraio 2020


«Investiamo su biologico e packaging green»

Con un fatturato in crescita e soci in tutta Italia, la Op mantovana Verde Intesa ha deciso di orientare i suoi sforzi alla produzione biologica e al packaging all’avanguardia, privilegiando un rapporto diretto con la Grande distribuzione e la Grande distribuzione organizzata italiana ed estera. “Sono queste le direttrici che permetteranno la nostra crescita perché ci consentono di rispondere alle esigenze dei consumatori e stare al passo con i tempi”, afferma Andrea Rossi, direttore commerciale dell’azienda.


I kiwi biologici prodotti dall'azienda

Una realtà in crescita
Con 860 ettari di superficie e 35mila e 800 tonnellate di prodotti freschi prodotti ogni anno, in sedici anni di attività Verde Intesa ha saputo crescere e innovarsi rispetto alla piccola società consortile di coltivatori di melone mantovani fondata nel 2003.
“Negli anni è diventata prima una Op che riuniva soci da tutto il territorio lombardo per poi estendersi a soci siciliani, emiliani, piemontesi, pugliesi, veneti e pugliesi – spiega Rossi – Oggi la composizione aziendale è formata per metà dai produttori di pomodoro da industria, areale produttivo che si sviluppa nei dintorni di Alessandria, per la restante parte da produttori di ortaggi: son ben rappresentati i produttori lombardi di insalata riccia, scarola, gentile, trocadero e radicchi, oltre ai produttori di zucca, sedano, cicoria e coste, pan di zucchero, zucchine e frutta come, meloni, kiwi, mele e ciliegie. Produzioni che rispecchiano le superfici dedicate: sono infatti 800 gli ettari destinati ad orticole e al pomodoro da industria, mentre 60 ettari sono riservati alla frutticoltura. Per garantire la continuità dei prodotti durante tutto l’arco dell’anno, abbiamo soci anche nelle regioni del sud Italia come Puglia e Sicilia: ad esempio in inverno ci arrivano coste e cicoria dalla Puglia, quando da noi è impossibile produrle”. 
“La nostra crescita si legge nei dati – aggiunge il responsabile commerciale - se nel 2016 l’azienda poteva contare su un fatturato da 6,7 milioni, lo scorso anno abbiamo superato i 14 milioni e l’obiettivo per fine anno è fissato a 19 milioni”.


Tra gli ortaggi proposti anche i cavoli cappucci

Biologico e certificazioni
“Oltre a kiwi biologici, al momento abbiamo sette ettari coltivati a insalata trocadero, cappuccia, gentile, foglia di quercia, romana e brasiliana – prosegue il manager – e il nostro obiettivo per aprile e maggio di quest’anno è produrre iceberg biologica di origine lombarda. Elevata la richiesta di bio soprattutto dal mercato francese, dove la produzione non soddisfa i consumi interni. Al momento abbiamo il nostro primo ettaro di insalate coltivate sotto serra in conversione biologica. Per il 2021 gli ettari da convertire al biologico sono 16, di cui 14 in campo aperto e due in ambiente protetto (serra). Per quanto riguarda il pomodoro da industria biologico, abbiamo iniziato un test e quest’anno raccoglieremo i primi quintali di pomodoro biologico”.
Se il biologico è sicuramente il valore aggiunto dell’azienda, la qualità dei prodotti di Verde Intesa si ritrova anche nelle certificazioni di cui si avvale: “Tutte le nostre aziende sono certificate GlobalGap e iscritte alla Rete del lavoro agricolo di qualità del Mipaaf. Anche i magazzini di conferimento hanno la GlobalGap e siamo da sempre detentori della catena di custodia di Verde Intesa. Tutti i nostri produttori continuano a commercializzare le loro eccellenze produttive nei mercati all’ingrosso di Padova, Verona, Brescia, Bergamo, Milano, Torino, Bologna, Firenze e Cesena; facilmente identificabili grazie ai marchi storici dei soci e al logo Verde Intesa presenti negli imballi primari”.

Le zucche sono vendute come prima gamma oppure già tagliate a cubetti

Un rapporto strettissimo con la Gdo e i soci
Verde Intesa vende i suoi prodotti alle principali catene della Grande distribuzione come Aldi, Carrefour, il gruppo Vega, Eurospin, Esselunga, ai supermercati Tosano, ad Ortofin e a Pam Panorama.
“I nostri kiwi biologici sono venduti anche all’estero, principalmente nei mercati francese, tedesco e austriaco. Le insalate convenzionali invece, così come la zucca a cubetti ed altri trasformati, sono vendute alla gdo, ai grossisti e ai ‘quartagammisti’ come Bonduelle, Sab, Linea Verde”.
E aggiunge: “Teniamo molto al nostro rapporto diretto con i soci, che partecipano agli incontri con i responsabili d’acquisto sia per pianificare le campagne che al momento di perfezionare i contratti: in questo modo distributori e produttori sanno con chi hanno a che fare”. 

Le verze sono tra i prodotti più venduti da Verde Intesa

Un commento sulla campagna 
E riguardo alle vendite di questo periodo, Rossi commenta: “Il paniere dei nostri prodotti più venduti è molto ampio e comprende kiwi biologico, cavolo cappuccio bianco, cavolo verza, mammola siciliana, riccia e scarola, insalata pan di zucchero, radicchi tondo rosso e precoce, zucche e zucchine, bietola coste e cicoria catalogna. Siamo soddisfatti della remunerazione perché abbiamo ottimizzato la filiera dei costi: sono i nostri soci in persona a determinare le quotazioni direttamente con la Grande distribuzione. I soci ci sembrano più contenti e coinvolti rispetto al passato, mentre l’ufficio commerciale agevola l’osmosi necessaria a far crescere il rapporto di fiducia fra produzione e buyer”.


Tra i prodotti commercializzati la mammola siciliana 

Packaging e comunicazione al passo con i tempi
Oltre che sul biologico, l’azienda ha deciso di innovare anche sul packaging. “Abbiamo sposato le linee guida dell’economia circolare e crediamo che la plastica non debba essere demonizzata, considerato che possiamo sempre riciclarla. – dice Rossi – Tra le nostre confezioni sul mercato abbiamo la vaschetta in cartoncino riciclato con flowpack ricilabile o in Pla compostabile, oltre alle vaschette in Pla e flowpack compostabile, su alcune referenze confezionate stiamo testando la rete in Bionet”.
Altra eccellenza di Verde Intesa, aglio bianco e rosso oltre allo scalogno 100% italiano venduto in confezione accoppiata carta e Pla a marchio Despar. Attualmente, stiamo lavorando per sostituire le classiche cassette in plastica a perdere con il polipropilene: considerate le scorte da smaltire, pensiamo di poterne diminuire drasticamente l’utilizzo entro il 2021”. Con tutta la Gdo stiamo lavorando esclusivamente con imballaggi riutilizzabili (Cpr, Ifco, Polimer, imballo Esselunga)
Tutti i progressi fatti e i progetti futuri saranno a breve comunicati sui canali aziendali. “A febbraio rinnoveremo il nostro sito istituzionale – conclude  – e tutti i nostri canali Linkedin, Facebook e Instagram saranno fruibili in maniera indipendente. Attualmente, tutte le nostre attività sono visibili sul sito di Quality2004. E per aumentare la nostra visibilità, a maggio parteciperemo per la prima volta a Macfrut”.


Un'immagine dello stabilimento di Verde Intesa

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