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venerdì 31 gennaio 2020


Cimice asiatica, la marcia dei cinquemila

A un giorno di distanza dalla manifestazione di Coldiretti a Verona (clicca qui per leggere la notizia), il mondo agricolo torna a protestare. Ieri Agrinsieme ha tenuto le fila di una manifestazione a Ferrara con cinquemila produttori e 300 trattori - questi i numeri resi noti dagli organizzatori - contro la cimice asiatica.



A scendere in piazza non solo agricoltori, ma anche i lavoratori del settore e rappresentanti del mondo economico e politico del Nord. L'obiettivo dell'iniziativa era chiedere risorse e azioni di sostegno concrete per un settore in crisi profonda. La manifestazione, voluta e organizzata da Agrinsieme Ferrara – il coordinamento di Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, ndr – è iniziata con un corteo di trattori agricoli arrivati in città da tutta la provincia di Ferrara ed è proseguita con il lungo e animato corteo per le strade della città.



Tutti uniti per chiedere a gran voce, come era accaduto lo scorso 18 settembre, che vengano date risorse adeguate al settore agricolo, bersagliato da due vere e proprie calamità: la presenza della cimice asiatica e di altre gravi fitopatologie capaci di decimare intere colture frutticole e non solo; la crisi dei prezzi di mercato che non coprono i costi di produzione sostenuti dalle aziende e non generano reddito. 



"Nuovi fondi per far fronte all’emergenza del settore agricolo": è ciò che ha dichiarato e richiesto anche il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, intervenuto al termine del corteo. Dal palco il coordinamento di Agrinsieme Ferrara ha ribadito che: “Dopo un’annata terribile quest’anno c’è il rischio concreto che nessuno si salvi, da chi produce a chi si occupa di trasformazione e logistica. E se perdiamo il settore primario, perdiamo una parte essenziale del mondo economico e sociale, attorno al quale lavorano migliaia di lavoratori e lavoratrici. I danni al settore sono enormi - continua il coordinamento di Agrinsieme Ferrara - e sono stimati ormai a un miliardo di euro, una cifra insostenibile per tutto il sistema. Noi ribadiamo la necessità di provvedimenti subito da parte del Governo e da Bruxelles, perché le buone intenzioni e le promesse non bastano più".



"Il settore agricolo - ancora il coordinamento di Agrinsieme - non può essere il capro espiatorio di tutti i problemi e le dinamiche internazionali, a partire dai dazi statunitensi e russi che penalizzano il settore e dai prezzi talmente bassi che non conviene più produrre. Noi paghiamo ogni giorno il mancato valore che non viene riconosciuto ai prodotti e questo genera l’incapacità di fare reddito. In più ci troviamo a coltivare senza quelle molecole necessarie a contrastare le fitopatologie e, come se non bastasse, veniamo additati come nemici dell’ambiente, anche se siamo i primi a tutelare il territorio. Servono, dunque, risorse per continuare a lavorare, per non chiudere, per consentire ai giovani di aprire le loro aziende, per dare un futuro vero e concreto al nostro straordinario agroalimentare”.  



Tra gli amministratori pubblici presenti anche l'assessore all'Agricoltura della Regione Veneto. “La protesta degli agricoltori è sacrosanta: la cimice asiatica è un vero e proprio flagello per le nostre campagne che richiede un piano di interventi nazionali e il sostegno finanziario dell’Europa - queste le parole di Giuseppe Pan - La Regione Veneto ha messo in campo tutto quanto è nelle proprie possibilità e competenze: consulenza tecnica, incarichi a centri di ricerca universitari per studi e ricerche, un piano di aiuti e indennizzi alle aziende colpite per 4,5 milioni di euro. Ma è evidente che nei confronti di una calamità che nel giro di due anni ha causato danni ai produttori veneti per oltre 160 milioni di euro, il perimetro di intervento delle Regioni risulta limitato e insufficiente”.


Maicol Mercuriali
Editor - Social Media Manager
maicol@italiafruit.net

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