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giovedì 30 gennaio 2020


Agrion, il futuro è biologico

Martedì 21 gennaio, la Fondazione Agrion ha organizzato, presso la propria sede di Manta di Saluzzo (CN), un incontro interregionale riservato ai tecnici che seguono la produzione biologica.
Alla mattinata hanno preso parte il Piemonte (Coordinamento frutticolo - Fondazione Agrion), il Trentino (Fondazione Mach e Mezzocorona), l’Alto Adige (Beratungsring), l’Emilia Romagna (Apofruit e Agrintesa), il Veneto (Agrintesa) e il Friuli Venezia Giulia. Erano presenti in totale 40 tecnici del biologico.

Il referente del coordinamento tecnico frutticolo di Agrion, Luca Nari, ha illustrato la superficie frutticola regionale a conduzione biologica in Piemonte, che nel 2019 ha raggiunto il 14.1% (oltre 2600 ettari) della superficie complessiva a frutta. Nel corso degli ultimi cinque anni, infatti, si è assistito ad un significativo incremento di superfici piemontesi convertite al biologico, registrando tuttavia, già nel 2019, un assestamento fisiologico. Le specie più coltivate a biologico in Piemonte sono il melo, con oltre 1000 ettari, e il pero, con 650 ettari. Il Trentino possiede 1000 ettari di melo bio e l’Alto Adige oltre 2000 ettari. In Emilia Romagna prevale il pero a conduzione biologica mentre in Friuli Venezia Giulia si contano circa 200 ettari di melo bio.
  
L’incontro è stata un’importante occasione anche per discutere delle principali patologie e dei fitofagi che colpiscono le pomacee, in primis il melo: ticchiolatura, carpocapsa, cimice asiatica, afide grigio e afide lanigero. Nel biologico, mentre per alcune avversità - come la ticchiolatura e l’afide grigio - si hanno a disposizione strumenti atti a contenere al minimo i danni, per altre - la cimice asiatica e l’afide lanigero, ad esempio - è possibile riscontrare la perdita effettiva solo a fine stagione. Pertanto risulta fondamentale creare una rete di esperienze a livello nazionale al fine di comprendere al meglio la gestione di queste problematiche per garantire produzione e reddito ai produttori agricoli.

Dalla riunione sono inoltre emersi spunti interessanti per l’impostazione di specifiche sperimentazioni da condividere nel corso dei prossimi incontri. In questo contesto, la Fondazione Agrion si sta già adoperando all’allestimento di saggi sperimentali specifici nei confronti delle principali problematiche riscontrate negli ultimi anni nella conduzione biologica. Un esempio, il test contro l’afide grigio che si sta sperimentando attraverso tecniche di defogliazione anticipata con lo scopo di disturbare il ciclo biologico dell’insetto e ridurne gli attacchi. Oltre a questo saggio saranno impostate prove nei confronti di altre avversità, quali la bolla del pesco e l’afide lanigero del melo.

“Come ormai sappiamo, l’agricoltura biologica è un metodo di produzione che non utilizza sostanze chimiche di sintesi, conserva e migliora le caratteristiche del suolo, rispettando le forme di vita e gli organismi utili – ha affermato il presidente di Agrion, Giacomo Ballari - In altre parole, si tratta di un metodo che guarda alla salute dell’ambiente, del consumatore e dell’agricoltore stesso, ecco perché dobbiamo muoverci sinergicamente a livello interregionale per trovare risposte e soluzioni alle principali problematiche che si possono riscontrare con la conduzione biologica. Dato il crescente affermarsi del biologico in Italia, diventa sempre più urgente comprenderne al meglio gestione e limiti per garantire un futuro sempre più sostenibile all’agricoltura italiana. Incontri come quello che abbiamo organizzato a Manta con i tecnici, devono servire a fare il punto della situazione sul biologico in Italia, confrontare tecniche e sperimentazioni e sviluppare procedure innovative per questo settore che è sempre più in crescita.”

Lorenzo Martinengo, Coldiretti-Agenzia4A
“Un incontro molto positivo che ha permesso di confrontare le diverse realtà frutticole regionali. In un momento come questo in cui i cambiamenti climatici, lo scaturirsi di nuove patologie e il diffondersi di insetti alieni minacciano sempre di più l’agricoltura, diventa molto importante consolidare la collaborazione tra regioni, il settore fitosanitario regionale, le università e i centri di ricerca al fine di impostare delle corrette linee guida di lotta integrata e biologica per rispondere puntualmente alle emergenze fitosanitarie. Queste occasioni di confronto tra tecnici sono fondamentali e mi auguro, nel tempo, che se ne organizzino sempre di più per affrontare anche altre tematiche.”

Nicolas Anghilante, Confagricoltura Cuneo
“Un’iniziativa davvero interessante, che ha permesso il confronto anche con altre regioni su problematiche comuni, come la carpocapsa o la gestione della ticchiolatura del melo. Un incontro molto utile, che sarà sicuramente da riproporre dato il crescente interesse verso i metodi di agricoltura biologica.”

Maurizio Ribotta, Gullino Group
“È stato un incontro utile sotto molti punti di vista. Innanzitutto perché oggi il biologico ricopre un ruolo molto più importante rispetto al passato, quando era considerato ‘di nicchia’. Dal momento che nell’ambito delle produzioni agricole si utilizzeranno sempre meno prodotti chimici, il ruolo del bio e delle strategie biologiche saranno sempre più importanti, non solo presso le aziende certificate biologiche, ma anche in quelle che applicano l’agricoltura integrata. Vi è quindi sempre di più la necessità di tecnici ed operatori preparati in questo ambito. Ad oggi sono state davvero poche le iniziative specifiche per i tecnici che operano nel biologico, ecco perché mi auguro che questo incontro organizzato dalla Fondazione Agrion possa essere il primo di una lunga serie.”

Marco Giordanino, Biofruit
“L’esperienza vissuta da Agrion dovrebbe diventare un appuntamento periodico per i prossimi anni. Ritengo sia stato un incontro davvero utile, soprattutto perché ha permesso di confrontarci anche con altre realtà italiane, con le quali si intraprenderanno nuovi studi e sperimentazioni per lo sviluppo del biologico in Italia.”

Fonte: Ufficio stampa Agrion


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