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giovedì 30 gennaio 2020


Impianti più produttivi con il nodo di accrescimento

Individuare con anticipo una problematica collegata allo sviluppo vegeto-produttivo della pianta e riuscire a trovare soluzioni efficaci può cambiare l’andamento di un’intera campagna. Per questo motivo la frutticoltura di precisione è attenta a sviluppare soluzioni analitiche in grado di indirizzare l’intervento umano in maniera puntuale, ottimizzando quindi la produttività dell’impianto. In quest’ottica la startup ravennate iFarming ha sviluppato il “Nodo di accrescimento”, un dispositivo in grado di rilevare in tempo reale la velocità di accrescimento del frutto, e quindi di prevedere con largo anticipo il livello produttivo e qualitativo del raccolto, generando un netto miglioramento della produttività ed evitando perdite produttive medie del 10%, tipiche di una classica conduzione empirica.

Come nasce il dispositivo?
“Alla base del nodo di accrescimento, c’è un progetto di ricerca universitario iniziato già qualche anno fa per poter misurare l’accrescimento delle piante durante lo sviluppo vegetativo – spiega a Italiafruitnews Massimo Noferini di iFarming – I primi prototipi erano limitati a una crescita di 1cm, mentre negli ultimi anni abbiamo migliorato la parte tecnica: oggi riusciamo a coprire tutto il ciclo di vita dei frutti, dai 25-30 mm fino alla raccolta. Con questo nodo riusciamo a misurare la velocità di crescita del frutto e a capire se c’è stata una crescita o un rallentamento nello sviluppo vegetativo, dovuto a calo di temperatura, stress idrico o nutrizionale della pianta”. 
“Il nodo di accrescimento consente di ottenere un feedback immediato – continua Noferini – funge da indice di controllo della buona gestione e come strumento preventivo: spesso infatti gli agricoltori si accorgono dell’esistenza dei problemi solo quando è troppo tardi. Inoltre, l’utilizzo di questo dispositivo, unito alle competenze dell’agricoltore, può consentire anche un risparmio idrico. 


Il dispositivo installato su un melo

Piante e tablet sono connessi
“Il nodo di accrescimento è formato da quattro calibri che, tramite dei fili, comunicano i dati raccolti a una piattaforma –  dice il fondatore di iFarming – Ci siamo concentrati su una comunicazione Sigfox, che permette di posizionare diversi oggetti in campo e lasciarli posizionati anche per diversi anni. Per ottenere un monitoraggio completo, basterà collocare dai 10 ai 15 calibri per impianto. Ogni ora, i dati vengono trasmessi automaticamente alla piattaforma: tramite i dati elaborati dal software preinstallato, l’agricoltore non dovrà fare altro che controllare i parametri di crescita sul tablet o sullo smartphone”.

Installazione, durata e risultati
Grazie ad una tecnologia intuitiva, l’installazione del nodo di accrescimento non richiede competenze specifiche. “Per farlo funzionare, basterà collegare i cavi alla parte centrale dei frutti scelti e metterli in collegamento con la centralina – illustra Noferini – In ogni caso noi ci impegniamo ad offrire assistenza sia durante che dopo la fase di installazione.
I frutti utilizzati per i test saranno danneggiati? “Ogni calibro, strutturato su un materiale plastico, tenderà a danneggiare lievemente il frutto su cui è applicato: si tratta comunque di pochi frutti di campionamento, una percentuale bassissima che non va a pesare sull’intero raccolto”.
 “Ad oggi il nodo di accrescimento ha registrato risultati importanti su actinidia, melo, pero e susino – ancora Noferini – e continueremo sicuramente a sperimentare la tecnologia anche su altri frutti, scegliendo tra quelli con un discreto valore commerciale, su cui Gdo e agricoltori siano disposti a investire.
Tutti i dispostivi sono dotati di batterie a lunga durata e possono essere utilizzati anche per più di una stagione consecutiva. E in futuro elimineremo i cavi proponendo anche dei calibri wireless – conclude Noferini - in comunicazione diretta con l’unità centrale grazie a un cip collegato con ogni dispositivo”.


Il dispositivo installato su una pera


Dove acquistarlo
Al momento il nodo di accrescimento non è acquistabile online. “Preferiamo mantenere una vendita diretta – Noferini – perché il contatto con il cliente ci permette di raccogliere risultati sull’andamento del dispositivo nelle diverse colture, rilevarne i problemi e continuare a migliorarlo. Al momento è stato acquistato da aziende della zona ma il sito web ci aiuta a diffondere la nostra tecnologia in tutta Italia: per esempio ci è arrivata qualche richiesta anche dalla Puglia”.

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