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lunedì 27 gennaio 2020


Cimice asiatica, doppio fronte ancora aperto

Dalla lotta biologica con la vespa samurai (Trissolcus japonicus) ai sostegni europei per incentivare l’introduzione su vasta scala di reti di copertura dei frutteti: due priorità per difendersi dalla cimice asiatica (Halyomorpha halys), ma anche due fronti ancora aperti e sui quali il Governo italiano, purtroppo, non è ancora riuscito a produrre risultati importanti. 

Siamo quasi a febbraio, il tempo passa veloce, ma la firma del ministero dell’Ambiente - attesa ormai da diversi mesi - per dare il via libera ai lanci del Trissolcus japonicus stenta ad arrivare. Da Roma passiamo subito a Bruxelles, dove le istituzioni europee valuteranno nei prossimi mesi la richiesta italiana di aumentare fino all’80% l’aiuto per gli investimenti che le Organizzazioni di produttori (Op) devono sostenere per coprire gli impianti con reti anti-cimice. Una istanza, quest’ultima, che il Mipaaf ha portato all’attenzione della Commissione europea nell’ambito del Comitato Ue di gestione sulla cimice asiatica, tenutosi giovedì scorso nella capitale belga.

In questa sede, in realtà, qualche passo avanti per le nostre Op è stato fatto. La Commissione ha infatti presentato due progetti di regolamento per adottare misure di sostegno in merito ai danni subiti del 2019. “Si tratta di un atto delegato - fa sapere Vincenzo Falconi, direttore di Italia Ortofrutta Unione Nazionale - che va a implementare l'Articolo 23 Paragrafo 6 dell'atto delegato 2017/891 con l’aggiunta di un secondo comma, per stabilire che se il Valore della produzione commercializzata (Vpc) di un prodotto diminuisce di oltre il 25% a causa di fitopatie o infestazioni parassitarie, ai fini del calcolo del fondo di esercizio si adotta un Vpc pari al 75% del valore registrato nel precedente periodo di riferimento. La modifica è permanente e riferita a tutte le Op". 



Il secondo progetto di regolamento riguarda invece “un atto di esecuzione in applicazione dell'Articolo 221 del Regolamento Ue 1308/13 - prosegue Falconi - che introduce tre deroghe applicabili alle Op: il sostegno per la costituzione di fondi mutualistici potrà coprire anche il capitale di costituzione e non solo le spese amministrative; il sostegno al fondo di esercizio potrà aumentare dello 0,4% se questa percentuale aggiuntiva è utilizzata per misure volte a ristorare i danni da cimice asiatica (in pratica, dal 4,6% si potrà arrivare al 4,9%); il sostegno sulle spese delle misure di crisi volte a ristorare i danni da cimice asiatica viene elevato dal 50% al 60%”. 

Le tre deroghe sono ritenute valide per le Op che hanno sede in Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia e nella provincia autonoma di Trento. Rimangono fuori, tra le aree del Nord Italia pesantemente colpite dalla cimice asiatica, il Piemonte e tutto il resto del Trentino Alto-Adige. Sembra che l'Italia, infatti, non abbia fornito alle autorità europee i dati sui danni rilevati in queste due regioni.  

"La Commissione - spiega Falconi - condivide la richiesta del Mipaaf di fare riferimento anche alle Op operanti nelle regioni interessate ed ha assicurato che inserirà anche il Piemonte e tutto il Trentino-Alto Adige nella lista, chiedendo però al nostro governo di inviare le informazioni sulle perdite in queste due zone". 



Durante la riunione, la Dg Agri ha rimarcato che l'applicazione dei due nuovi regolamenti sarà in invarianza di bilancio, in quanto si ritiene che le spese necessarie a coprire la quota aggiuntiva proposta saranno compensate dalle minori spese per il Fondo, in conseguenza della diminuzione del Vpc causata dalla cimice asiatica. 

"I due progetti di regolamento verranno ora inviati al preventivo esame del Servizio giuridico della Commissione - conclude Falconi - e poi alla procedura interna (cosiddetto Interservizi), per essere infine riproposti e votati (solo l'atto di esecuzione) al primo Comitato di gestione utile, quindi si prevede nel mese di marzo".

La delegazione del Mipaaf, nel corso dell'incontro di Bruxelles, ha precisato che "le reti 
antinsetto andrebbero espressamente previste tra le misure di crisi" e che "l'aiuto per gli investimenti in coperture con reti nell’ambito della parte ordinaria del Programma dovrebbe essere elevato all'80%, anche perché il costo a carico dei produttori resterebbe comunque elevato". Secondo il nostro ministero, infine, è importante "accelerare la procedura poichè gli impianti con reti anti-cimice vanno messi a dimora prima che le cimici asiatiche si trasferiscano sui frutteti". Queste osservazioni saranno ora valutate dalla Commissione.

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