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lunedì 13 gennaio 2020


Sistemi di allerta e app, ecco l'orticoltura del futuro

“Il minore impatto ambientale si ottiene proponendo agli agricoltori soluzioni che migliorino la redditività aumentando l’efficienza dei valori di produzione con una tecnologia diffusa e a basso costo”. Ne è convinto il Roberto Confalonieri, docente di Agronomia e Coltivazioni Erbacee all’Università degli Studi di Milano, che venerdì scorso nella sede di Conserve Italia a San Lazzaro (Bologna) ha illustrato i risultati del progetto triennale “Agricoltura di precisione sulle colture orticole industriali per migliorare la gestione delle risorse idriche, dei fertilizzanti e dei pesticidi” promosso nell’ambito del Psr della Regione Emilia-Romagna con le Università di Milano e Genova.

“Ridurre l’impatto dell’agricoltura sull’ambiente è un impegno che portiamo avanti da anni - ha dichiarato in apertura il presidente di Conserve Italia, Maurizio Gardini - Con questo progetto abbiamo testato l’utilità di alcuni strumenti da mettere a disposizione dei nostri agricoltori per ottenere dalle piante il massimo delle loro potenzialità, contribuendo ad aumentare la redditività delle aziende e a razionalizzare l’utilizzo di acqua, concimi e prodotti fitosanitari”.

Maurizio Gardini Conserve Italia

Tre gli ambiti principali su cui si è concentrato il team di ricercatori coordinato da Confalonieri. “Siamo partiti dalla domanda di strumenti per ottimizzare la concimazione azotata - ha detto - I dati satellitari da soli non sono sufficienti a supportare le decisioni sulle concimazioni”. Il motivo? “Catturano la variabilità spaziale solo in termini relativi, senza svelare le reali richieste di azoto delle piante”. Partendo da qui, il team ha testato sui campi di tre aziende agricole associate a Conserve Italia (due a Ferrara e una a Piacenza), un sistema di rilevazione che integra poche misure a terra e i dati satellitari. “Abbiamo sviluppato un’applicazione per smartphone che stima il rapporto tra richieste di azoto nelle piante ed effettivo contenuto dell’elemento nei loro tessuti, rivelando ad esempio il grado di stress da carenza o da eccesso di azoto”. L’applicazione è stata integrata con dati satellitari per misure con lo smartphone in pochi punti strategici dell’appezzamento che, integrate con altri dati satellitari, consegnano all’agricoltore le mappe di prescrizione. Le sperimentazioni hanno dimostrato che i benefici vanno dai 70 ai 160 euro/ettaro all’anno, con un costo a regime della tecnologia stimato sui 3-5 euro/ettaro all’anno. La tecnologia è stata sviluppata per il mais dolce ed estesa al pomodoro da industria.

Il secondo ambito affrontato è stata la sperimentazione di sistemi di allerta personalizzati per gli agricoltori per ottimizzare i trattamenti fungicidi (peronospora del pisello e del pomodoro, l’antracnosi del fagiolo e l’alternariosi del pomodoro) evitando quelli non necessari (a calendario) e consentendo di intervenire in maniera preventiva. Grazie a bollettini quotidiani per ogni patogeno, questi sistemi di allerta consentono di eseguire trattamenti solo con rischio di infezione medio o alto, consentendo agli agricoltori di risparmiare tempo e risorse.
Nel corso della stagione il servizio verrà veicolato attraverso una smart app di notifica personalizzata per ogni azienda.



La terza parte del progetto si è invece concentrata sulle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici. “In questo caso - ha concluso il docente - abbiamo valutato gli impatti del climate change sul territorio per diversi scenari climatici centrati sul 2040. Per alleviare gli impatti negativi sulla produttività delle colture e sull’efficienza d’uso della risorsa idrica sono stati progettati al computer ideotipi specifici, ovvero varietà ideali per il clima atteso nei prossimi anni, che potranno essere usati come modello da chi si occupa di miglioramento genetico. Nel caso del borlotto, ad esempio, gli ideotipi sono caratterizzati - rispetto ai genotipi attuali - da maggiore tolleranza alle alte temperature (soprattutto in fase di riempimento della granella), precocità della fioritura e periodo di riempimento della granella più lungo, oltre che da maggiore efficienza fotosintetica e da foglie con portamento più eretto. Dalle analisi raccolte, abbiamo avuto indicazioni molto utili su quali tipologie di varietà sviluppare per il futuro. Questo consentirà di ridurre notevolmente tempi e costi dei programmi di miglioramento genetico”.

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Maicol Mercuriali
Editor - Social Media Manager
maicol@italiafruit.net

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