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lunedì 9 dicembre 2019


«Ecco come saranno i Pdv Conad dal 2020»

La “rivoluzione” di Conad sta per partire: dalla seconda metà del prossimo anno gli ipermercati acquisiti da Auchan, ma anche gli store di ampia metratura che già erano del gruppo (in tutto un’ottantina di punti vendita) saranno gradualmente interessati da un processo di rimodulazione e ammodernamento che ne cambierà a fondo la filosofia. Lo ha confermato Francesco Avanzini, direttore generale della catena, in occasione dell’assemblea di fine anno di Fruitimprese Veneto di cui, venerdì, è stato ospite d’onore, invitato dal presidente Stefano Pezzo, veronese come lui.


Da sinistra Avanzini e Pezzo

Un format, quello accompagnato dall’insegna Spazio Conad, connotato da innovazione di prodotto e di servizio, vendita assistita e una filosofia non molto diversa da quella che ha ispirato Esselunga a Brescia dieci giorni fa: “Proporremo un reparto ortofrutta evoluto - ha spiegato Avanzini - in cui convivano sfuso, confezionato e soluzioni liquide, con tanta somministrazione, un’incidenza importante dei prodotti elaborati che facciano risparmiare tempo e lavorazione, soluzioni differenziate per tenere conto dei gusti, diversi anche all’interno dello stesso nucleo familiare”.


Sopra e in apertura immagini del primo Spazio Conad, quello inaugurato a metà novembre a Roma

“Pensiamo a vere e proprie cucine all’interno degli iper ma anche dei negozi di media dimensione - ha proseguito Avanzini davanti alla platea dei soci di Fruitimprese Veneto - macchine spremiagrumi e per tagliare gli ananas in rondelle, un’ampia disponibilità di soluzioni take away”. E percorsi differenziati “che, ad esempio, consentano di fare una spesa veloce toccando solo i reparti freschi e freschissimi”.

Il mercato cambia alla velocità della luce e per interpretare al meglio le richieste dei consumatori, per il dirigente Conad, serve “differenziare le proposte con un'offerta sempre più completa, veri - e sottolineo veri - prodotti locali, spazi di gastronomia e proposte a base vegatale. La fruibilità deve essere massima: il settore ortofrutticolo è chiamato a rendere disponibile il prodotto in forme diverse, per diversi momenti di consumo durante la giornata, esprimendo però sempre la massima qualità”.



I consumi in Italia sono stagnanti, la forbice tra chi ha buona capacità di spesa e chi invece no si è ampliata ma chi entra in un punto vendita, in generale, “cerca un’esperienza d’acquisto ed è disposto a pagare qualità e servizio". 

"Al prodotto - ha aggiunto Avanzini - va dato il giusto valore: la nostra mission, nel rispetto dei fornitori, è quella di dare il prezzo corretto alle diverse referenze, segmentando le referenze in modo adeguato, con tre o quattro linee di prezzo per articolo. Prezzo che per Conad non è tutto, anche perché la ricerca spasmodica del listino basso porta disvalore all’insegna; a noi interessa valorizzare chi vende e soddisfare il cliente”. Fondamentale la formazione del personale del reparto ortofrutta, “che - ha concluso Avanzini - è un po’ il tallone d’Achille del retail. Ma rappresenta un passaggio fondamentale per raccontare il prodotto e comunicare in modo accattivante il suo valore”.

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