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mercoledì 27 novembre 2019


Firmate il Manifesto dell'Ortofrutta

I sei dossier dello Speciale Frutta&Verdura, spina dorsale degli Stati Generali dell'Ortofrutta che si sono tenuti mercoledì scorso al Teatro Manzoni di Milano, hanno dato vita ai sei punti del Manifesto dell'Ortofrutta che, a fronte delle criticità da superare, rappresentano la strategia per far crescere il nostro settore.

Una vera e propria piattaforma programmatica costruita negli ultimi mesi grazie al vostro coinvolgimento nei sondaggi lanciati su Italiafruit News e che ora vogliamo condividere con le istituzioni, a partire dal ministro Teresa Bellanova, che agli Stati Generali ha partecipato attivamente con una approfondita analisi (clicca qui per vedere il suo video messaggio).

Per questo oggi vi riproponiamo il Manifesto dell'Ortofrutta, chiedendovi di dare forza all'iniziativa per far sentire la voce dell'ortofrutta ai piani alti della politica nazionale. Vi invitiamo a sottoscrivere il Manifesto dell'Ortofrutta compilando il form che trovate in fondo all'articolo: basta un click per mettere la vostra firma e costruire assieme il futuro dell'ortofrutta.


I.    Sviluppare le attività agricole con processi trasparenti e circolari

L’ortofrutticoltura italiana deve creare un’autentica circolarità lungo la filiera, vale a dire sistemi produttivi e distributivi in grado di svilupparsi e rigenerarsi autonomamente in modo accessibile e comprensibile a tutti gli stakeholders.

II.     Sviluppare filiere di prodotto sostenibili con la ricerca e l'innovazione

Ricerca scientifica e innovazione tecnologica condotte nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente devono essere i capisaldi dello sviluppo sostenibile dell’ortofrutticoltura italiana sia in chiave economica che ambientale e sociale, con applicazioni specifiche alle diverse filiere di prodotto.

III.     Elevare la qualità dell’organizzazione e dei rapporti di filiera

L’elevata frammentazione strutturale dell’ortofrutticoltura italiana a monte deve essere qualificata da una forte aggregazione nelle fasi a valle che favorisca sia le economie di scala che quelle di scopo, anche con l’obiettivo di rendere più fluidi e virtuosi i rapporti con il sistema distributivo.

IV.    Internazionalizzare il made in Italy ripartendo dai mercati domestici

Per mantenere competitivo il sistema ortofrutticolo italiano è necessario potenziare la dimensione quanti-qualitativa dell’esportazioni, che vanno riqualificate a partire dai mercati più vicini, per poi puntate anche a quelli lontani, sfruttando la distintività riconosciuta del made in Italy alimentare.

V.     Qualificare l’offerta sulle aspettative del cliente finale in modo coerente

Per qualificare l’ortofrutta nazionale occorre rifondare un solido patto con il cliente finale sulla base di un’offerta segmentata sulle differenti aspettative dei diversi fruitori in modo coerente con la promessa, vale a dire mantenendola con costanza e responsabilità nel tempo.

VI.     Diffondere la cultura dell’alimentazione e il valore del cibo

Per qualificare l’ortofrutta nazionale sottraendola alla spirale del prezzo basso occorre ridare centralità al valore del cibo, potenziando i programmi di educazione alimentare delle nuove generazioni e diffondendo la cultura alimentare capillarmente a tutti i livelli.



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