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martedì 5 novembre 2019


Nasce l'associazione regionale «Frutta in Guscio di Sicilia»

La frutta secca è stata da sempre considerata frutta invernale e legata ad alcune ricorrenze religiose, mentre, non è mai stata presa in grande considerazione sotto il profilo alimentare. Soltanto negli ultimi anni ci si è resi conto del suo contenuto di proteine, grassi e sali minerali ed è entrata prepotentemente come aperitivo o dessert di fine pasto, consumata al naturale o con una coppa di spumante o con un calice di vino dolce, di solito tostate e salate.

Questa nuova opzione consumistica è entrata prepotentemente in tutte le occasioni e i periodi dell’anno. Spinta dalle mode alimentari, ma anche per le indubbie doti salutistiche, il consumo di frutta secca cresce a un tasso annuo superiore al 10% ed è così diventato un mercato da quasi 1 miliardo di euro.

Un mercato che vede l’introduzione di altri paesi d’oltreoceano come l’Australia, il Cile, ecc. che minacciano l’esistente patrimonio dei “tesori in guscio” siciliano.

La preoccupazione della perdita del mercato delle circa 20mila aziende del settore ad essere estromesse, ha spinto le varie associazioni e consorzi sparsi nel territorio regionale a dare vita all’associazione regionale denominataFrutta in Guscio di Sicilia” che ha lo scopo di salvaguardare e valorizzare l’intero comparto.

Tra gli enti coinvolti il consorzio della mandorla di Avola, la Dop del pistacchio di Bronte, il Pistacchio di Raffadali; l’Associazione pistacchio della Valle del Platani, la Op “La mandorla”, l’Apromas, la società Carex (carrubo), l’associazione “Frutto dei Nebrodi”, ed infine il comitato per la biodiversità rappresentato da Salvatore Centonze, e numerose aziende e amministrazioni comunali.

Fonte: Siciliaagricoltura.it


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