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pere venerdì 25 ottobre 2019


Pere, in difesa del Made in Italy

La campagna commerciale delle pere italiane sta procedendo con un basso ritmo di vendita, ma senza particolari preoccupazioni da parte degli operatori. Lo conferma a Italiafruit News l'imprenditore Giuseppe Sattin, socio dell'azienda Ortofrutta Sattin di San Martino di Venezze (Rovigo) e specializzata proprio nella lavorazione e nella commercializzazione di pere sul mercato europeo.

In queste settimane, l'azienda veneta sta consegnando un po' tutte le varietà ai propri clienti della Gdo e dei Mercati all'ingrosso: da Santa Maria a William, da Kaiser a Decana, da Abate Fetel a Conference. "Quest'anno la stagione è partita un po’ a rilento - spiega Sattin a Italiafruit News - ma non siamo assolutamente preoccupati considerando che la raccolta è stata scarsissima per via dei danni causati da cimice asiatica, alternaria e psilla del pero”.



Finora l'Ortofrutta Sattin ha commercializzato circa il 50% dei volumi di pere che aveva distribuito nel medesimo periodo dell'anno scorso. "Mantenendo il trend di vendita attuale, la campagna dovrebbe terminare a inizio febbraio, molto prima rispetto al solito. Come sempre stiamo lavorando solo prodotto italiano - sottolinea l'imprenditore - La valorizzazione del Made in Italy è nel nostro Dna e abbiamo quindi scelto di rimanere fedeli a questo obiettivo, anche in una stagione fortemente deficitaria come questa. Una decisione che ci ha portato, inevitabilmente, a dover ridurre il personale e gli orari di lavoro".

Non tutte le aziende private, però, si stanno concentrando sulle produzioni Made in Italy. Negli ultimi mesi, infatti, numerose società italiane si sono messe in magazzino le pere di Olanda, Spagna e Belgio e le stanno commercializzando in tutta Europa, Italia compresa. "Le quotazioni del prodotto estero disturbano il mercato, perchè sono nettamente più basse rispetto alle nostre. Per quanto ci riguarda - conclude Sattin - cercheremo doverosamente di mantenere i prezzi attuali, al fine di salvaguardare il lavoro dei nostri fornitori che, per affrontare le avversità, hanno dovuto fare i miracoli”.

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