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Sugar tax lunedì 9 settembre 2019


Tassa su bevande e merendine, il nuovo Governo rilancia

Il neo ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, il pentastellato Lorenzo Fioramonti, ha annunciato di voler di tassare bibite gassate e merendine (oltre ai biglietti aerei) con l’obiettivo di recuperare risorse per finanziare attività utili, come la scuola e “stili di vita sani”. I consumi di frutta e verdura potrebbero beneficiarne. “Già come viceministro - ha detto a Radio Uno Fioramonti - avevo proposto tasse di scopo su bevande zuccherine, merendine e voli aerei per trovare risorse per la ricerca. Obiettivo: indurre consumi più responsabili e al tempo stesso racimolare risorse che possano essere investire su ricerca e formazione, con un doppio effetto positivo". Con questa strategia il ministro punta a recuperare 1,7 miliardi di euro.

In Italia la “sugar tax” era già stata votata dalla commissione Finanze in vista nell’ultima legge di bilancio, ma - ricorda Il Fatto Quotidiano - la Lega si è opposta e alla fine è saltata. A riproporla, per combattere obesità e diabete, sono stati recentemente 340 tra medici, pediatri e nutrizionisti, che hanno scritto a febbraio all’ex ministro della Sanità Giulia Grillo chiedendo una tassa del 20% sulle bibite zuccherate da destinare a progetti di educazione alimentare. 



All’estero la tassa è già stata introdotta in vari Paesi. Nel Regno Unito è in vigore da vari anni per ridurre l’obesità, mentre quella sulle bibite gassate è stata adottata da diverse città statunitensi; il past president Obama avrebbe voluto adottarla su scala nazionale per finanziare la riforma sanitaria.  

Uno studio condotto proprio nel Regno Unito ha evidenziato che, aumentando il prezzo di biscotti, torte, cioccolatini e caramelle del 20% si ridurrebbe, in media, l'apporto energetico medio annuo di una persona di circa 8.900 calorie, portando a una perdita di peso media di 1,3 chli in un anno. L'effetto sarebbe maggiore tra le famiglie con reddito più basso, dove i livelli di obesità sono più alti, in ragione del fatto che queste famiglie avrebbero più difficoltà ad acquistare snack e merendine se più costosi.

Intanto i distributori automatici continuano a puntare sui prodotti salutistici: nel 2018 risultano in ascesa le bibite "zero zuccheri" (+53%), la frutta secca (+12%), fresca (+8,8%) e i prodotti biologici (+25% gli snack, +6% le bevande). Il fatturato del settore (+ 4,7%) ha sfiorato i 4 miliardi di euro, mentre le vending machine installate nel nostro Paese hanno toccato quota 822 mila unità (+1,4%); le consumazioni si sono attestate a 12 miliardi di euro.
 
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