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lunedì 2 settembre 2019


Toto Mipaaf(t), tra tecnici e possibili ritorni

Con il Governo Conte-bis, tormentato nel percorso ma a quanto pare in dirittura d'arrivo, è scattato il toto Ministri. Sebbene il dicastero dell’Agricoltura non sia - come sempre, purtroppo - considerato tra i più strategici e susciti pochi entusiasmi tra politologi e giornalisti a caccia dei "papabili", qualche nome per il dopo-Centinaio c'è. Il primo è quello di un tecnico, Giuseppe Blasi, attuale capo dipartimento Politiche comunitarie, attorno al quale potrebbe convergere il gradimento del governo giallo-rosso. Ma la situazione è fluida, e sia Movimento Cinque Stelle che Pd hanno varie alternative. Se dovesse essere un politico, possibile (ma sempre meno probabile) il ritorno dell’ex ministro e segretario dei democratici Maurizio Martina, in lizza però anche per un altro ruolo di spessore (Mise o Istruzione?).

Non è da escludere del tutto neppure l’”avanzamento” dell’attuale sottosegretario Alessandra Pesce, in quota ai Pentastellati, che con la sua delega all’ortofrutta già ben conosce il settore. Tra l’altro Pesce - in precedenza dirigente e capo della segreteria tecnica dell’ex vice ministro all’Agricoltura Andrea Olivero - era stata indicata da Di Maio quale possibile Ministro già a inizio 2018, quando il Governo giallo-verde muoveva i primi passi. Qualche piccola chance anche per un'altra donna di comprovata competenza, l'assessore all'agricoltura dell'Emilia Romagna Simona Caselli. Difficilmente il nuovo inquilino di via venti Settembre seguirà le orme del predecessore. E il Ministero, dopo l’abbraccio tra agricoltura e turismo fortemente voluto da Centinaio, potrebbe tornare, semplicemente, Mipaaf. La lista dei nomi è attesa entro mercoledì.



Sullo sfondo, la partita per il commissario Ue all'Agricoltura: venerdì Fruitimprese si è associata ai rappresentanti del mondo agricolo (in primis Coldiretti) che stanno chiedendo al presidente Conte l’indicazione di un italiano con un accorato appello affidato a una nota stampa. “Il settore agroalimentare nazionale, di cui la filiera ortofrutticola è una parte fondamentale, ha raggiunto, nel 2018 i 41,8 miliardi di euro di esportazioni”, evidenzia l’associazione guidata da Marco Salvi. “In questo momento di difficoltà, che ha visto un rallentamento della crescita pari ad un modesto 1,2% su base annua, sarebbe indispensabile una forte rappresentanza italiana a tutela degli interessi delle nostre imprese e dei nostri produttori”.

L’agroalimentare può essere ancora un elemento di traino per la crescita del Paese, aggiunge Fruitimprese, e i temi che la nuova Commissione Ue dovrà affrontare nella prossima legislatura (riforma Pac e Ocm di settore, Brexit, embargo russo), saranno decisivi per le prospettive di crescita del comparto; per questo, puntualizza, "una nuova attenzione al settore primario e all’economia generata dall’intera filiera con un forte presidio in sede comunitaria, sono le basi su cui costruire il rilancio”.


Marco Salvi

Fruitimprese conclude sottolineando come le politiche del settore agricolo siano la principale voce del bilancio dell’Unione Europea e come le politiche di avvicinamento ed inclusione dell’Europa si basino su accordi politico-commerciali che vedono il settore agricolo quale elemento base degli accordi stessi. Il Commissario all’Agricoltura, dunque, riveste "un ruolo strategico che va oltre le politiche di sostegno del settore". Anche Agrocepi vorrebbe un Comissiario italiano. E propone un tris di nomi: De Castro, Martina e Pesce.

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