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giovedì 29 agosto 2019


Mele, l'Alto Adige volta pagina

Mele, l’Alto Adige si prepara a voltare pagina. Il progetto strategico “Innovazione Varietale 2025” del Consorzio Vog, presentato ieri nella sede di Terlano, mette nero su bianco come cambierà lo scenario nel prossimo quinquennio. E le novità sono molte. Per le cultivar innovative sono previsti investimenti su 1.820 ettari mentre saranno gradualmente estirpati circa 3.900 ettari, riducendo Golden, Red Deliciuos e Braeburn1.700 ettari di questi saranno dedicati a un’ulteriore futura diversificazione, per cui le superfici attuali rimarranno pressoché invariate, attorno ai 10mila ettari. Il biologico lieviterà fino raggiungere 900 ettari (300 quelli ora in conversione) così da arrivare a circa 40mila tonnellate "bio". Per il futuro il Consorzio, che esporta il 70% della produzione, punta su due capisaldi: qualità, che deve essere costante e alta; e appunto innovazione. “Vogliamo produrre mele premium, non di massa, perché è impossibile competere con l’Est Europa, forte di costi di produzione molto più bassi”, ha spiegato il presidente Georg Kössler. 

Il mercato continentale delle mele, sottolinea Vog, sta vivendo una crisi di sovraproduzione strutturale, a causa di enormi investimenti in migliaia di ettari nell’Europa orientale che ancora dovranno entrare in piena produzione. Un'offerta che porterà in futuro una concorrenza spietata sui prezzi delle varietà classiche. Per questa ragione l’indirizzo varietale proposto dal Consorzio punta a differenziare l’offerta sul mercato, garantendo sostenibilità e un futuro ai produttori. 



Fino a pochi anni fa Golden Delicious rappresentava ancora oltre il 25% del raccolto Vog. Nel 1994 Golden "pesava" il 43,6%; nel 2030 scivolerà al 15%. In un Paese, l’Italia, dove la mela dorata continua comunque a calamitare il 55% dei consumi. Ora, come è stato ricordato in conferenza stampa, le previsioni per l’autunno 2019 prevedono per la prima volta che Gala raggiungerà il primato produttivo

La stagione appena conclusa ha dimostrato che l’abbondante offerta di Golden trova difficoltà a collocarsi sui mercati tradizionali come Italia e Spagna, già saturi. In costate difficoltà anche Red Delicious. E i nuovi sbocchi, come India o Sud Est Asiatico, prediligono - per tradizione e per gusto - altre varietà

Di qui - ha sottolineato ieri il direttore uscente Gerhard Dichgans - la necessità di continuare con coraggio i progetti di innovazione varietale, intrapresi alla fine degli anni Novanta con l’introduzione delle Gala e poi delle Fuji, proseguite nei primi anni del nuovo millennio con importanti investimenti nella prima mela club, la Pink Lady.  Sono seguite negli ultimi anni altre proposte come Kanzi, Jazz ed envy, tutte caratterizzate da elevate caratteristiche organolettiche, croccantezza e succosità, caratteristiche che il consumatore moderno oggi richiede.


Dichgans (a destra) con il nuovo direttore Vog, Pardatscher

E' previsto l’investimento in mele club già di successo, con ulteriori 240 ettari di Pink Lady (oggi sono 700), 140 ettari addizionali di envy, 80 ettari della Shinano Gold/yello, 150 ettari di Crimson Snow, 120 ettari di Joya e infine 30 ettari di Sweetango. Tutte queste varietà, ha sottolineato Dichgans, copriranno mesi differenti nella programmazione della commercializzazione stagionale. Per esempio, la varietà Minneiska, commercializzata sotto il nome di Sweetango e originaria del Minnesota (Stati Uniti), è precoce, raccolta già ad inizio agosto, che accompagnerà le prime Gala di nuovo raccolto ad agosto e settembre. Al contrario, Joya e Crimson Snow, mele rosse e bicolori, sono programmate per la seconda parte della stagione per affiancarsi a Golden nei mesi da aprile a luglio quale alternativa alle mele di importazione. 

In aggiunta, Vog propone agli associati il lancio di alcune inedite varietà in cui diritti sono detenuti in esclusiva sul territorio europeo, gestite insieme al Consorzio Vip della Val Venosta: si tratta di tre nuove “managed varieties”, mele con protezione varietale che saranno commercializzate con un brand specifico. La prima è Cosmic Crisp che, è stato detto, sta rivoluzionando il mercato degli Stati Uniti, dove i consumi della Red Delicous sono crollati verticalmente; è nata dall’incrocio di Enterprise con Honeycrisp, la varietà più quotata e gettonata in Usa. 


Le altre due varietà, ancora in fase progettuale, sono denominate con le sigle SK 22 e SK23: resistenti alla ticchiolatura, hanno caratteristiche di conservabilità e robustezza che permetteranno di sostenere la seconda parte della stagione commerciale e di affrontare le lunghe destinazioni oversea. Quest’ultima caratteristica, è stato sottolineato ieri, diventa sempre più strategica per il Consorzio per raggiungere i nuovi mercati oltremare, con viaggi in container di quattro settimane e una distribuzione in loco senza catena del freddo garantita.

“I mercati europei e d’oltremare richiedono diversificazione, così come nuove e migliori caratteristiche organolettiche, che le nuove cultivar possono garantire”, hanno spiegato i vertici di Vog. “C’è la convinzione di affrontare il futuro con un ambizioso progetto di restyling varietale, che cambierà profondamente il portafoglio del Consorzio nel prossimio quinquennio”. 

Nuovi impianti di quasi duemila ettari significano anche la rimozione di impianti troppo vecchi o di cloni obsoleti. Oltre a Golden saranno ridimensionati anche gli impianti di Red Delicious e Braeburn. Al contrario, la quota di Royal Gala pari a quasi il 25% del raccolto dovrebbe essere confermata al livello attuale.

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