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giovedì 29 agosto 2019


«Susine, magazzini pieni e prezzi da miseria»

Si spera sempre ma di segnali di ripresa, per ora, non se vedono. Le drupacee (pesche, albicocche e susine) sono nel pieno di una stagione orribile, caratterizzata da quotazioni basse dovute a vendite stazionarie, senza sussulti, per tutti: produttori e commercianti. E, ora, anche le mele estive sembrano non passarsela bene. 

"Con la nuova produzione di Gala stiamo avendo importanti problemi di commercializzazione. In questo momento, infatti, questa varietà risulta quasi invendibile", sottolinea Giuseppe D'Aniello della Ortofrutticola Lanzi, cooperativa agricola campana aderente all'Op Campania Felix. 

E pensare che la campagna melicola 2019/20 aveva avuto un inizio interessante: "I primi cinque giorni di vendita sono stati positivi, poi il mercato si è bloccato - aggiunge l'imprenditore - Adesso abbiamo grosse difficoltà, anche per la forte concorrenza visto che tante aziende italiane devono ancora piazzare le rimanenze dell'annata precedente".



Continua a rimanere “drammatico”, osserva D’Aniello, l'andamento commerciale delle drupacee, a partire dalle susine di cui l'Ortofrutticola Lanzi è specialista con 500 ettari. "Noi vendiamo soprattutto in Italia, ma facciamo anche un po' di esportazione. I prezzi in entrambi i casi sono stagnanti e molto bassi. Un cestino di susine oggi quota intorno ai 0,6-0,7 euro il chilo, tolti i 0,4 euro di spese ci restano 0,2-0,3 euro. Una miseria".

In questa situazione è difficile nutrire buone speranze per la campagna dell'Angeleno, che l'azienda campana inizierà presto a raccogliere. "Le piante sono cariche e presentano una buona produzione. I frigoriferi sono ancora strapieni di susine, per smaltirle ci vorrà molto tempo. Secondo il mio parere, quindi, l'Angeleno subirà le conseguenze dell'abbondanza dell'offerta".

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