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lunedì 29 luglio 2019


Angurie, alta gamma in pieno sviluppo

Un decennio di duro ma soddisfacente lavoro nel comparto angurie. Dieci anni, celebrati l'anno scorso, che hanno portato l'Azienda agricola Bassi Marco di Sermide (Mantova) a costruirsi il suo spazio nel segmento dell'alta gamma. "Siamo partiti con tre ettari nel 2008. Poi, piano piano, abbiamo sempre aumentato le superfici fino agli attuali 70 ettari, di cui 57 destinati alle angurie tradizionali e 13 a quelle mini", dice a Italiafruit News Marco Bassi, fondatore dell’azienda assieme al cugino Paolo. 

Tra cocomeri, zucche e colture cerealicole e foraggere, l’impresa mantovana - certificata Global Gap - rappresenta una superficie complessiva di 350 ettari. "Le angurie le produciamo da fine maggio a settembre, puntando esclusivamente su varietà di alto gusto che andiamo a tagliare mature al 100%".

I prodotti, una volta raccolti, sono lavorati e confezionati nel magazzino di Sermide dove è stata installata una linea di calibratura e spazzolatura. Ogni frutto viene valorizzato con il bollino aziendale e la ceralacca sul picciolo, nell’ottica di distinguersi dalla massa. "Il 90% del fatturato lo realizziamo nei Mercati all'ingrosso: serviamo tutti i giorni le piazze di Firenze, Padova, Treviso, Verona, Parma, Cesena, Rimini, Torino, Novara, Fermo e altre città del centro e nord Italia", evidenzia ancora l’imprenditore. 



Per quanto riguarda le mini angurie (pezzatura compresa da 1,5 a 3 kg), la Bassi Marco destina l'intera produzione alla varietà Mini Rossa. "Secondo noi è la più buona in assoluto. Le superfici sono in costante ampliamento, in considerazione del maggiore interesse che la versione mini registra nelle grandi città”. 

"La vendita dei nostri cocomeri tradizionali, che in questi giorni raggiungono medie di 13 gradi brix, si sta invece consolidando nelle aree della Costa adriatica e del Lago di Garda. Ormai tutti i fruttivendoli li tagliano e li propongono a fette". I prezzi attuali, secondo Bassi, rimangono più alti del 30% circa rispetto alla media del pari periodo dell'anno scorso. "E' vero che le quotazioni si attestano su buoni livelli, ma credo che quest'anno faremo fatica a compensare tutte le consistenti perdite produttive, causate dal freddo di maggio, che ci hanno accompagnato per tutto giugno".


 
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