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venerdì 12 luglio 2019


Romagnoli, campagna pataticola ok: i numeri

Si è conclusa più che positivamente la campagna pataticola 2018/19 di Romagnoli F.lli Spa.  Politica commerciale, organizzazione, forte integrazione di filiera e qualità eccellente, i punti di forza dell’annata appena archiviata che hanno permesso di conseguire importanti risultati sul fronte del valore riconosciuto alle patate consegnate in conto deposito nell’ambito dell’Accordo Quadro per la cessione delle patate da consumo fresco 2017/2020. Sul prodotto di prima qualità è stata raggiunta la cifra di 340 euro/tons (0,34 euro/kg), con un incremento di oltre il 40% rispetto alla campagna 2017/18.

"Gli ottimi risultati raggiunti sono il frutto di un anno particolarmente ricco di sfide - spiega Giulio Romagnoli, amministratore delegato Romagnoli F.lli Spa - che vanno dall'innovazione varietale, agronomica e di processo agli investimenti, dal rafforzamento della struttura organizzativa alla crescita delle risorse umane e all’aumento della quota di prodotti premium commercializzati. Abbiamo lavorato per dare nuovo valore alla qualità, al territorio e alla sostenibilità, un obiettivo raggiunto come dimostrato anche dal successo di marchi come Selenella® e Patata di Bologna D.O.P., consorzi di cui siamo soci fondatori”.

Un successo di sistema, reso possibile da un’organizzazione di filiera unica nel suo genere, basata sul controllo di tutte le fasi e sulla condivisione di obiettivi comuni da parte di tutti i soggetti coinvolti, veri e propri punti di forza del sistema emiliano-romagnolo. Risultati eccellenti raggiunti nonostante l’andamento altalenante dei consumi, che ha condizionato il trend dei prezzi durante l’autunno-inverno e frenato la possibilità di cogliere a pieno le opportunità offerte dalla minore produzione nord-europea.

A incidere positivamente sull’andamento dell’ultima campagna Romagnoli F.lli Spa, sono stati molteplici fattori: in primis gli ingenti investimenti in innovazione di processo e di prodotto portati avanti negli ultimi anni. Dalla tracciabilità totale delle produzioni attraverso il sistema Topcontrol, che consente di identificare e seguire il prodotto in tutte le fasi dal campo alla tavola, alla dotazione di linee di lavorazione e calibratura in acqua per ridurre al minimo gli stress meccanici sul prodotto, riducendo fortemente il decadimento qualitativo in fase di conservazione e lavorazione, nonché le non conformità.

Processi e prodotti riconosciuti da certificazioni internazionali, come l’International Featured Standards (IFS) Food, recentemente rinnovata con il punteggio di 99,57/100 e le certificazioni GlobalGAP op. 2 e Grasp (GLOBALG.A.P Risk Assessment on Social Practices), che attesta l’attenzione da parte dell'azienda all’aspetto sociale ed etico del lavoro, certificando l’implementazione di buone pratiche in termini di salute, sicurezza, welfare, contratti, salari e libertà di rappresentanza per i lavoratori, esteso ad oltre il 78% della produzione ritirata in conto deposito.

Potenziato, inoltre, lo staff tecnico, che segue il produttore in tutte le fasi di lavorazione e che ha contribuito alla diffusione di cultivar più performanti e di tecniche di coltivazione nuove e sempre più sostenibili.

Di primaria importanza, infine, la continua attività di sperimentazione e selezione varietale che l’azienda porta avanti con i propri partner olandesi: sono oltre 50 i campi sperimentali allestiti ogni anno in Italia. Su questo fronte, è in corso un’importante sperimentazione, realizzata in collaborazione con Agrico  su una nuova generazione di patate di origine naturale, con una buona tolleranza alle avversità - peronospora in primis - e una presenza di residui chimici di sintesi minimi. Varietà che rispondono a importanti requisiti di sostenibilità e garantiscono al contempo agli agricoltori buone rese produttive e ai consumatori gusto, sicurezza, alta conservabilità, qualità organolettiche costanti nel tempo e versatilità negli utilizzi culinari.

Le sperimentazioni sono coordinate dallo staff tecnico Romagnoli F.lli Spa in sinergia con il Dibaf dell’Università della Tuscia, Legambiente e Co.se.pa. Le nuove varietà, attualmente in fase finale di test, saranno prossimamente inserite sul mercato, sia per quanto concerne le produzioni biologiche sia per quelle convenzionali.

Fonte: Romagnoli


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