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Caporalato martedì 9 luglio 2019


Raccolta degli ortaggi, caporalato nell'Alto Mantovano

Schiavi nei campi per meno di 5 euro l’ora, per quattordici ore al giorno: costretti a bere acqua di fosso, a riposarsi sulle scatole di cartone, a versare un affitto da 100 euro al mese (a testa) per vivere in 12 in una casa con tre stanze, e un solo bagno. Un’altra storia di sfruttamento nelle campagne dell’Alto Mantovano: tre in manette a Castelgoffredo, accusati di caporalato e sfruttamento di manodopera clandestina.

Tutti e tre di origine bengalese, tra i 38 e i 47 anni, condannati per direttissima dai 18 ai 22 mesi di reclusione, e multati per più di 20mila euro. Si occupavano loro del reclutamento, e dello sfruttamento: i giovani stranieri, in tutto 16 persone di cui cinque irregolari sul territorio nazionale e già sottoposti a provvedimento di espulsione, raccoglievano ortaggi nei campi di padroni italiani e locali, la cui responsabilità è al vaglio degli inquirenti.

Raccoglievano pomodori, zucchine, peperoni e peperoncini: come detto lavoravano 14 ore al giorno, solo un’ora per la pausa pranzo, in una stalla abbandonata dove ci si poteva sedere solo su scatole e cartoni. Niente acqua, se non quella del fosso. Con tutti i rischi del caso per quanto riguarda contaminazioni o presenza di batteri, anche fecali.

Sfruttati giorno dopo giorno, versavano 1200 euro al mese per una casa fatiscente ai tre caporali. Una situazione che veniva monitorata da lontano: martedì il blitz dei carabinieri, con il supporto dei colleghi del Nil, il Nucleo ispettorato del lavoro, e la Polizia locale di Castelgoffredo.

Fonte: Bresciatoday.it


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