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lunedì 1 luglio 2019


L'accordo Ue-Mercosur rischia di penalizzare le arance

“Se le voci sull’accordo raggiunto tra l’Ue e i Paesi del Mercosur fossero confermate, come Ministro dell’Agricoltura non sarei assolutamente soddisfatto e sarei profondamente preoccupato per le ripercussioni negative qualora fossero confermate le aperture al Mercosur verso le nostre produzioni sensibili quali riso, sul quale non è possibile accettare continue concessioni, e carne di pollame". Questo il commento del ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio.

"Opporremo la massima contrarietà in tutte le sedi competenti. Già da ora posso dire chiaramente che non permetteremo che vengano penalizzati i nostri agricoltori e le nostre filiere. Non siamo contro gli accordi commerciali internazionali, ma siamo contrari a quelli che non tutelano le nostre produzioni che seguono standard e percorsi di qualità ben diversi da quelli di altri Paesi Extra Ue. Peraltro siamo anche molto perplessi sulla parte che riguarda i possibili vantaggi offensivi per le nostre esportazioni di olio di oliva, pasta e formaggi sui quali continueremo a chiedere le più ampie garanzie, compreso il totale riconoscimento e tutela dei nostri prodotti Dop e Igp. Vigileremo da subito, va bene aprire ai mercati ma servono innanzitutto regole comuni certe e rispettate da tutti”. 

Per il presidente della Copagri Franco Verrascina “è necessario tenere alta l’attenzione sull’accordo commerciale tra l’Unione Europea e i paesi del blocco sudamericano del Mercosur, ovvero Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, che dopo anni di negoziati sembra ora essere alle battute finali”. 

“Si tratta di un accordo da esaminare con particolare attenzione, poiché rischia di essere pericoloso per l’agroalimentare nazionale, in particolare per problematiche riguardanti l’import di carne bovina, ma anche per quello di arance, vino, olio, zucchero, pasta e lattiero caseari; tutti questi prodotti rischiano di essere usati come merce di scambio da barattare a vantaggio di macchinari, prodotti chimici e farmaceutici, che detengono le quote maggiori dell’export comunitario verso il Mercosur, territorio che conta oltre 260 milioni di consumatori”, osserva il presidente.

“Non bisogna mai dimenticare che l’Europa è il primo partner commerciale del Mercosur, con oltre il 20% degli scambi commerciali totali nel 2018, ma anche il primo esportatore nel blocco sudamericano, per un valore di 45 miliardi di euro nel 2018; il Mercosur, infatti, costituisce la settima maggiore economia mondiale e il quinto più grande mercato fuori dall’Ue”, evidenzia Verrascina.

“Anche se con tale accordo si mira a eliminare pesanti dazi per l’export di una lunga serie di produzioni agroalimentari comunitarie, quali ad esempio i prodotti lattiero-caseari, che attualmente scontano barriere tariffarie del 28%, e i vini, per i quali le barriere tariffarie si attestano al 20%, è a nostro avviso necessario prestare particolare attenzione a eventuali nuove concessioni commerciali e valutare le condizioni imposte all’import di prodotti agricoli, con particolare riferimento alle barriere tariffarie e non”, conclude il presidente della Copagri.

L'accordo commerciale in dirittura d’arrivo tra Unione europea e paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) mette in allarme anche Cia-Agricoltori Italiani. "Il rischio per l’Italia è di essere sommersi dai prodotti agricoli del Sudamerica, abolendo dazi e altre barriere - spiega l'associazione - Nell’Ue vigono i più alti standard in termini di sicurezza alimentare, ambiente, salute e benessere degli animali che garantiscono il successo dei prodotti agroalimentari europei nel mondo, sarebbe dunque dannosa una concorrenza di prodotti che non rispettano il principio di reciprocità delle regole comunitarie"

Fonte: Copagri - Cia 


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