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lunedì 10 giugno 2019


Nuovi collegamenti e più «freschi» per i porti italiani

Sistema portuale italiano in grande spolvero a Transport Logistic di Monaco, fiera mondiale dedicata al trasporto merci su gomma, ferro, via acqua e aria, alla mobilità e alle tecnologie per l’informazione che si è chiusa venerdì a Monaco di Baviera. Oltre un centinaio, complessivamente, gli espositori italiani. L’edizione 2019 ha registrato un significativo aumento di visitatori e aziende: circa 2.400 gli stand presenti, provenienti da oltre 60 Paesi per presentare le nuove tecnologie del settore e discutere, attraverso un ampio programma di conferenze, il futuro di un mercato che sta cambiando, anche grazie alla digitalizzazione dei processi. Significativo il raddoppio della delegazione cinese: una sessantina le realtà presenti.

Tra i temi discussi, le opportunità presentate all’Europa sullo sfondo dell’iniziativa Belt & Road, i percorsi di sviluppo per la logistica delle smart city e delle specifiche tendenze del settore per il trasporto su gomma e su ferro, via acqua e via aria.



Il padiglione tricolore, coordinato da Assoporti, ha ospitato una conferenza in cui sono stati spiegati i punti di forza di porti e interporti italiani facendo riferimento anche al trasporto dei freschissimi. Il seminario puntava all’attrazione di investitori esteri nel settore della logistica e ha portato concrete proposte di investimento e progetti che mettono in rilievo la competitività delle realtà portuali italiane e del sistema distributivo basato sugli interporti.

Presentato in fiera un nuovo servizio ferroviario che collegherà Trieste con l'hub di Norimberga, situato a nord della Baviera: sarà inaugurato a fine luglio con una frequenza bisettimanale per poi incrementare le circolazioni entro la fine del 2019. Nella fase iniziale oltre a trasferire in maniera sostenibile i volumi di traffico del mercato turco e greco, sarà attrazione per le esigenze di export del sistema industriale del territorio della Baviera. In una seconda fase, il servizio si svilupperà utilizzando come gateway ferroviario di consolidamento anche Cervignano, rivolgendosi dunque ai volumi di traffico generati dal territorio del Friuli Venezia Giulia, in armonia con lo sviluppo della "piattaforma logistica regionale”.

Ports of Genoa (Genova e Savona) ha firmato un accordo che stringe i rapporti degli scali liguri con la Cina. Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini, ha siglato con il vicedirettore generale del Transport Bureau della municipalità di Shenzen un “sister agreement” fra i porti. Subito dopo, brindisi per festeggiare la decisione di Hapag Lloyd di stabilire a Genova la sede regionale per il Sud Europa.



Il porto di Ravenna, invece, unico della regione Emilia Romagna e attivo anche nel settore ortofrutticolo, ha illustrato il progetto “Ravenna Port Hub” di fronte ad una fitta platea di qualificati operatori del settore. Grazie ad un investimento di oltre 235 milioni di euro è in programma il potenziamento infrastrutturale dello scalo cui dovranno seguire adeguati interventi di sviluppo dei collegamenti viari e ferroviari. 

Civitavecchia, dal canto suo - ha specificato il presidente dell’Autorità portuale Di Majo - si sta sempre più affermando come home port e l’auspicio è quello di poter incrementare e migliorare i servizi di ship chandling grazie anche alla collaborazione con l’interporto locale che, recentemente acquisito da un gruppo internazionale specializzato nel settore della logistica, otterrà  risultati tali da contribuire all’ulteriore sviluppo dei traffici portuali, non solo ortofrutticoli. 

In vetrina in fiera anche il sistema portuale sardo: “Il primo appuntamento al Transport Logistic di Monaco si è rivelato decisamente proficuo – ha spiegato Massimo Deiana, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna – Oltre agli incontri di business, molti dei quali esplorativi e mirati alla conoscenza della nostra offerta in termini di collegamenti marittimi, spazi portuali, e vantaggi fiscali, abbiamo potuto allargare l’orizzonte di ricerca a nuove partnership commerciali verso l’Oriente. Ci sono ampi margini di manovra per il futuro dei nostri porti, poiché la Sardegna deve ancora essere completamente scoperta dai principali player del settore della logistica e da potenziali investitori”.

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