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giovedì 23 maggio 2019


Il Viaggiator Goloso sbarca all'estero

A venti anni dalla sua nascita Il Viaggiator Goloso si prepara a sbarcare all'estero. Il marchio premium di Unes Supermercati, lo ricordiamo, dal 2015 è anche un format, un'insegna con quattro punti vendita nel Milanese che, come ha spiegato Mario Gasbarrino (amministratore delegato della catena) al quotidiano ItaliaOggi, potrebbe presto valicare i confini nazionali. E così prodotti come il Tarocco Ippolito a marchio Viaggiator Goloso potrebbero trovare nuovi sbocchi commerciali e farsi conoscere all'estero.

Dal 2010 ad oggi Il Viaggiator Goloso ha registrato una crescita continua: se nove anni fa il brand valeva l'1% delle vendite grocery di Unes, nel 2018 ha toccato quota 15,3%. Ma il trend continua: da gennaio ad aprile di quest'anno l'incidenza è arrivata al 16,8% e l'obiettivo di fine anno è il 17,5%. Una progressione importante che ha aiutato l'azienda nel centrare importanti risultati. Quando nel 2006 Gasbarrino si è seduto al vertice della società il fatturato era di 539 milioni di euro, lo scorso anno ha sfondato quota un miliardo.



"Il marchio Viaggiator Goloso esisteva già - ha raccontato il manager al quotidiano economico - ma era molto di nicchia, avevi prezzi alti e non vendeva granché. Poi è cambiato qualche cosa in ciò che cercava la gente". Un cambiamento che l'insegna ha provato a intercettare con la formula every day low price: convenienza tutti i giorni senza ricorrere alle promozioni. Convenienza ma anche gratificazione, ecco la risposta del Viaggiator Goloso che nel 2010 fatturava 8 milioni, oggi arrivati a 150.

"Abbiamo dato al brand una veste grafica nuova, abbassato il prezzo pur mantenendo la qualità, l'abbiamo fatto diventare un premium accessibile e introdotto altre categorie, non solo prodotti di nicchia. Così la nostra quota di mercato è almeno cinque volte la media nazionale".



Il Viaggiator Goloso, come detto, è diventato format di vendita. "Ci stiamo convincendo che può vivere di vita propria con concept nuovi - dice ancora Gasbarrino - Vorremmo provare a esportare quello che facciamo. Vendiamo soltanto a una piccola catena russa, ma giusto per non essere antipatici e dire di no. Il nostro obiettivo è offrire prodotti autenticamente italiani, fatti nel rispetto di un disciplinare, con cura degli ingredienti. Andare all'estero avrebbe un doppio vantaggio: offriremmo un luogo e un marchio di garanzia dei prodotti italiani genuini e a prezzi accessibili, combattendo così l'italian sounding. E il secondo vantaggio è che riusciremmo a portarci dietro 200 piccoli fornitori che altrimenti dovrebbero attrezzarsi da sé per esportare".

Nel frattempo la catena ha avviato un primo test a Berna con la catena di grandi magazzini svizzeri Manor. Ma il progetto guarda ancora più lontano.

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Maicol Mercuriali
Editor - Social Media Manager
maicol@italiafruit.net

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