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mercoledì 22 maggio 2019


«Nuove sfide per la Do dopo Conad-Auchan»

Presente e futuro della distribuzione organizzata al centro di una interessante tavola rotonda che sì è svolta lunedì a Castel San Pietro Terme (Bologna) in occasione della convention Fida, la Federazione Nazionale Dettaglianti dell’Alimentazione di Confcommercio. A pochi giorni dall’ufficializzazione dell’acquisizione di Auchan Italia da parte di Conad, si sono confrontati, sugli scenari di settore, l’amministratore delegato Crai e Gruppo Levante, Marco Bordòli, l’imprenditore Giuseppe Caprotti (che ha parlato di Esselunga), Mario Gasbarrino, presidente Gruppo Unes, il segretario generale Ancd Conad, Sergio Imolesi e Donatella Prampolini Manzini, presidente nazionale Fida e Realco-Sigma.


Imolesi (a destra) e Bordoli

“Abbiamo rilevato Auchan per rafforzarci nel Nord, in primis Piemonte, Lombardia e Veneto, dove spesso siamo gli ultimi dei primi o i primi degli ultimi”, ha detto Imolesi. “La nostra forza è quella di avere un gruppo di imprenditori che sempre più hanno consolidato un rapporto fiduciario tra loro. Auchan è capitata, non era pianificata, non l’abbiamo cercata noi; abbiamo ritenuto fosse la migliore soluzione perché è un’organizzazione forte nei territori dove noi siamo deboli. Ma non cambieremo pelle. L’impressione è che la centralità gestionale stia passando un periodo di crisi. La distribuzione italiana ha retto, sta reggendo: serve però sempre più imprenditorialità, da perseguire attraverso la formazione”.


Da sinistra Caprotti, Gasbarrino e Bordoli

Gasbarrino ha raccontato l’esperienza di Unes, che ha cambiato rotta nel 2006 “primo anno in cui la Gdo ha chiuso in negativo”: “Abbiamo capito che dopo di allora nulla sarebbe mai stato come prima - ha spiegato - la gente voleva risparmiare ma nello stesso tempo non voleva sentirsi povera andando nei discount. Per questo è nata l’insegna U2, una via di mezzo che ha tolto le promozioni, i volantini e i costi accessori abbassando i prezzi senza però risparmiare sulla qualità: oggi siamo al 44% di quota di mercato nel segmento”. 

Poi è arrivato Il Viaggiator Goloso, che ha raggiunto i 150 milioni di euro di fatturato e toccherà a fine anno i 180 milioni puntando sulla marca del distributore di qualità, per garantire un lusso accessibile in un contesto capace di far vivere una “shopping experience” intercettando i sostenitori della “spesa dissociata”, quella effettuata in diversi punti vendita. E, ancora, ha illustrato l’esperienza dei “Temporary store”.



Bordòli ha spiegato come il neonato gruppo Levante - lanciato da due realtà storiche della distribuzione organizzata italiana, Crai Secom e D.It- sia qualcosa di più di una Centrale, “un progetto in grado di sommare e sviluppare insieme le eccellenze che contraddistinguono i due grandi gruppi italiani”. La realtà rappresentera` nel 2019 una quota di mercato del 5%, con una presenza capillare: Crai Secom è in 19 regioni e 85 province; D.It in 17 regioni e 80 province. “Levante lavorerà sull’efficienza nell’acquisto e sulla strategia di sistema per trasferire efficienza ai punti vendita”. E sull’acquisizione di Auchan: “Conad è un’organizzazione di commercianti, come la nostra che ha capito l’importanza di fare sistema; una logica che guida anche Levante che punta a leggere i bisogni per portare benefici all’intera organizzazione. Il rafforzamento di Conad cambia le carte in tavola, ma al nostro gruppo non toglie il sonno…”.


Donatella Prampolini

Realco festeggia nel 2019 gli 80 anni e fin da subito ha capito l’importanza di fare sistema - ha spiegato Prampolini - ma nel tempo è cambiata molto: meno imprenditori che detengono più negozi, alcuni caratterizzati da nuovi format, come il discount d’avanguardia Economy, per intercettare un consumatore sempre più smaliziato. Oggi vince chi è veloce, non chi è grande: la catena di comando corta è una forza. Non possiamo permetterci di avere paura delle nuove sfide, come l’ecommerce, bisogna mettere a sistema la qualità e l’eccellenza”. 

Giuseppe Caprotti ha infine ricordato la filosofia Esselunga: “La qualità viene prima del prezzo, mentre il localismo è sempre più importante”. A livello operativo, la catena ha affinato nel tempo il controllo gestionale “dopo anni di conflitti interni e differenze sostanziose nell’assortimento tra i vari punti vendita”.

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