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lunedì 29 aprile 2019


Schiavelli, l'intellettuale che voleva un settore più forte

Il settore ortofrutticolo italiano perde uno dei suoi elementi di spicco: giovedì 25 aprile è mancato Antonio Schiavelli, imprenditore, amministratore e presidente di Unaproa (Unione nazionale delle organizzazioni di produttori ortofrutticoli), che lo aveva confermato al vertice lo scorso giugno dopo averlo eletto per la prima volta nel 2016. Nato a Corigliano Calabro nel novembre del 1960, agrumicoltore e cooperatore, socio e dirigente di Coldiretti Cosenza, già consigliere di amministrazione di CampoVerde e del Consorzio Sibarit, era amministratore delegato del Consorzio Pomez Op Società Cooperativa Agricola e rappresentante legale dell’azienda agricola Eredi Schiavelli Francesco.

“Un amico fraterno, un imprenditore appassionato, un amministratore illuminato”, il ricordo commosso di Unaproa affidato a un comunicato stampa. “Chi ha avuto il privilegio di conoscerlo e frequentarlo ne ha  apprezzato le immense qualità umane e le non comuni doti di professionalità: doti che, non a caso, lo hanno portato a ricoprire cariche importanti e di responsabilità”. "Un esempio per tutti - aggiungono dirigenti e collaboratori dell'Unione - capace di discutere con passione e competenza le più importanti questioni del nostro settore e poi, terminato il lavoro, salutare dipendenti e collaboratori chiedendo loro se in famiglia andava tutto bene”. 


Uomo di cultura, Accademico dei Georgofili, autore di libri e pubblicazioni tra cui “Direct Food" - dedicato ai cambiamenti in atto nei sistemi alimentari e alle forme di alleanza tra consumatori e produttori - era, ricorda ancora Unaproa “mite e fermo allo stesso tempo, rispettoso dei più profondi principi di etica cristiana, sempre aperto all’accoglienza e al dialogo: si sentiva fino in fondo uomo di struttura; ha fortemente creduto, fin dall’inizio, nella creazione di Unaproa non tirandosi mai indietro di fronte ai molteplici impegni cui i vari ruoli di responsabilità lo hanno chiamato”. 

In occasione dell’assemblea Unaproa dello scorso dicembre in cui era stata annunciata la collaborazione con Coldiretti, Schiavelli aveva ribadito la necessità di una strategia per il settore ortofrutticolo, auspicando “più rappresentanza e meno rappresentanti” per uscire dall’immobilismo. Tra le priorità indicate, lo sviluppo e consolidamento del sistema aggregato ("la mancanza di aggregazione costa all’Italia dell’ortofrutta 250 milioni di euro l’anno", aveva tuonato nel 2016), la qualificazione delle Op, l’attuazione di un progetto di internazionalizzazione, la definizione delle problematiche fitosanitarie, la realizzazione del catasto frutticolo, l’adozione di un sistema di qualità volontario. 

Anche durante il decorso della malattia non ha rinunciato a guidare l’Unione. Italiafruit News lo ha interpellato e intervistato fino a poche settimane fa, trovando sempre un referente disponibile, preparato, cordiale, capace di esprimersi in maniera sintetica e incisiva.  


Numerosi gli attestati di stima, sincero il cordoglio: “È scomparsa una grande figura per il mondo imprenditoriale e delle organizzazioni produttive agricole", il commento di Alessandra Pesce, sottosegretario al ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. "Ho avuto la fortuna di apprezzarne la grande cultura, la disponibilità, l’apertura al dialogo e al confronto”. "Antonio - aggiunge Carlo Sacchetto, dirigente Mipaaft - era una formidabile sintesi di passioni e competenze diverse, un agricoltore, un intellettuale, un sindacalista, sempre affascinante da ascoltare per i modi e per i contenuti. Persone come Antonio sono sempre più rare: lascia un vuoto davvero incolmabile". 

Gennaro Velardo, presidente di Italia Ortofrutta, afferma commosso di aver "perso un compagno di viaggio: insieme abbiamo agito con unità d’intenti nell’interesse del nostro settore e dei nostri associati. Ma ho perso anche una persona, un gentiluomo a cui ero legato da un personale affetto". "Schiavelli - prosegue - era uomo aperto al dialogo. Ne ho apprezzato la schiettezza, la competenza, la disponibilità in ogni occasione in cui abbiamo dovuto presentarci uniti davanti alla pubblica amministrazione, soprattutto in ambito ministeriale, al fine di ottenere risultati che portassero beneficio alla produzione ortofrutticola organizzata che rappresentiamo. Eravamo legati anche dal fatto di essere entrambi del Sud. Un vuoto difficile da colmare". 

"Se ne va un pezzo di signorilità dell’agroalimentare nazionale e certamente un combattente con la C maiuscola della riscossa del Mezzogiorno d’Italia", il commento del presidente di Cso Italy Paolo Bruni, che ne rammenta "entusiasmo, grande cultura e scioltezza del linguaggio".

Nazario Battelli, presidente dell’Oi esprime in un tweet “profondissimo cordoglio per la scomparsa di Antonio Schiavelli, amico e collega di questi anni nella comune esperienza dell’Organizzazione Interprofessionale dell’ortofrutta italiana”. 


“Schiavelli aveva un dono - afferma Giampaolo Rubinaccio, coordinatore area frutta a guscio della stessa Ortofrutta Italia - quello di saper mettere subito a proprio agio l’interlocutore. Trasmetteva con garbo  l’autorevolezza della sua persona, prima del ruolo, e con garbo evidenziava e con fermezza delineava le finalità dell’incontro: indubbiamente un maestro per tanti”. 

Coldiretti Calabria sottolinea come Schiavelli si sia contraddistinto per le sue doti “umane, morali e professionali svolte con spirito di servizio e grande competenza per l’agricoltura e l’agroalimentare”. La confederazione, ancora, ne ricorda la “profonda conoscenza del settore ortofrutticolo e la grande capacità organizzativa che ha voluto fino all’ultimo condividere, contribuendo alla crescita competitiva del Made in Italy con una attenzione costante alla progettualità e innovazione”.  Il presidente nazionale di Agrocepi, Corrado Martinangelo e il vice Cristian Vocaturi, parlano di “giorno triste per l'agricoltura calabrese e italiana: lui che era il maestro delle libertà, ha voluto lasciarci proprio il giorno che si celebra la festa della liberazione”.

Parole di affetto e di stima anche dall'Unione coltivatori italiani, dal Distretto agroalimentare di qualità di Sibari, da Fai Cisl Calabria. 

La camera ardente è stata allestita venerdì a Roma nella sede nazionale della Coldiretti; le esequie si sono tenute a Corigliano sabato pomeriggio. L’eredità di Schiavelli è il suo lavoro: “Siamo certi che il solco che ha fortemente voluto tracciare darà copiosi frutti”, l’"arrivederci” di Unaproa.

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