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mercoledì 17 aprile 2019


«Sarà una Pasqua con pochi asparagi»

La Pasqua si avvicina ma le asparagiaie del Foggiano (Puglia), una delle principali aree di coltivazione con circa ottomila ettari, sono in forte ritardo rispetto agli anni precedenti. "La produzione dell'asparago verde è inferiore alle aspettative di questo periodo, complice l'inverno piovoso e l'inizio di primavera con temperature basse. A livello commerciale non si riesce nemmeno a soddisfare la richiesta del mercato nazionale", dice Giorgio Mercuri, vicepresidente dell'Apo Foggia, Organizzazione di produttori che rappresenta un bacino di circa 2.500 ettari di asparagi verdi, in particolare della varietà Vegalim di Royal Seeds.

Un vero peccato non poter sfruttare a pieno il periodo pasquale, dove i consumi di questo prodotto raggiungono sempre il loro picco non solo in Italia, ma anche, e soprattutto, nei mercati esteri di Germania, Svizzera, Austria, Francia e del Nord Europa. "L'export adesso è molto limitato - evidenzia Mercuri - proprio perché i volumi sono contenuti".

Anche i prezzi attuali, secondo Mercuri, non soddisfano le aziende agricole. "Stiamo verificando, purtroppo, che i prezzi di vendita non sono proporzionali alle quotazioni di acquisto presso i nostri magazzini. Ormai tutta la grande distribuzione europea definisce i valori sulla base dei dati storici: questo meccanismo ci sta creando dei problemi, dal momento che, nelle ultime annate, a metà aprile le nostre asparagiaie erano in piena produzione".


Giorgio Mercuri

E il rischio più grande, in prospettiva, è l'eccesso di produzione che potrebbe verificarsi con l'arrivo di temperature più primaverili. "Martedì ha smesso di piovere. Entro una settimana o, al massimo, dieci giorni il termometro dovrebbe alzarsi; poi vedremo. Speriamo, in particolare, che la Spagna possa ridurre la sua presenza in tutta Europa".

Con riferimento alle superfici coltivate nel Foggiano, Mercuri rileva una stabilizzazione dell'ettaraggio rispetto all'annata precedente. Il 15% degli impianti sono a inizio ciclo, un altro 30% a fine ciclo. Pertanto, secondo i dati dell'Apo Foggia, gli ettari in piena produzione sono poco più di quattromila

"Il principale limite allo sviluppo dell'asparagicoltura è dato dalla carenza di manodopera stagionale, specie per le aziende monocolturali. Il Foggiano non dispone di risorse umane per poter gestire la stagione dell'asparago: servirebbero almeno 16mila persone per la raccolta e cinquemila per la lavorazione nei magazzini".

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