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mercoledì 10 aprile 2019


Report o non Report, il catasto serve

A seguito dell'inchiesta di Report, i rappresentanti del settore ortofrutticolo ribadiscono che la creazione di un catasto è il primo passo, fondamentale, per continuare a competere in un mondo globalizzato.

Fare un catasto nazionale della frutta non è un lavoro affatto semplice. Perché occorre uniformare le informazioni che devono dichiarare le singole aziende frutticole, quindi tutta l'attività di raccolta dati deve partire dai fascicoli aziendali, talvolta difformi da provincia in provincia. La sfida, poi, diventa ancora più difficile in un contesto in cui solo il 50% dei produttori aderisce a strutture organizzate in Aop, Op e cooperative.

"L'importante è non entrare in futili polemiche che possono rischiare di penalizzare l’intero comparto e di bruciare l'ottimo lavoro fatto con le istituzioni", sottolinea a Italiafruit News Davide Vernocchi, responsabile del settore ortofrutta dell'Alleanza delle Cooperative italiane (Aci) commentando il servizio di Report "Piccole norme, grandi mance”, andato in onda lunedì sera su Rai 3.

"Di sicuro - aggiunge Vernocchi - alle nostre cooperative il catasto serve, oggi più che mai. Abbiamo tutti bisogno di dati attendibili che ci consentano di comprendere come evolvono le superfici per le specie e le varietà, al fine di indirizzare le scelte dei soci produttori, ma anche gli investimenti all'interno delle strutture e le politiche dedicate ai singoli prodotti".


Una immagine dell'ultima puntata di Report con il conduttore Sigfrido Ranucci  

Vernocchi ci porta alcuni esempi rappresentativi, semplici domande che si pongono tutti gli operatori agricoli e commerciali: "Come sta cambiando la produzione di kiwi a fronte degli investimenti colturali in alcune regioni e degli abbattimenti, dovuti alle fitopatie, di altre zone? Come si evolvono le pesche e nettarine, spesso soggette a crisi di mercato, in funzione dei calendari di maturazione delle tantissime varietà coltivate? E ancora: la produzione di mele come sta cambiando? Quanto stanno crescendo le superfici di frutta secca (nocciole, noci, ecc.) o di un prodotto di moda come la melagrana? Nessuno oggi lo sa".

Anche Marco Salvi, presidente di Fruitimprese, la Federazione nazionale degli importatori e degli esportatori di ortofrutta, ribadisce l'importanza di disporre di un catasto attendibile e aggiornato. “I dati incompleti non servono a niente - spiega a Italiafruit News - anzi rischiano di essere fuorvianti. Bisogna dare merito a questo Governo di avere accolto e messo in pratica la richiesta del catasto. Se l’Italia intende rimanere leader a livello produttivo, le imprese ortofrutticole devono poter contare su informazioni in tempo reale che ci permettano di attuare le strategie più vantaggiose per il nostro settore. Le risorse stanziate sono eccessive? Noi non possiamo saperlo. Intanto bisogna partire con la frutta per mettere un po’ a regime il sistema informativo. Poi da lì si potrà ampliare il raggio d’azione anche alle verdure”.

"Le aziende necessitano di uno strumento di conoscenza delle produzioni ortofrutticole - aggiunge Vincenzo Falconi, direttore dell'Unione nazionale Italia Ortofrutta a Italiafruit News - La conoscenza serve per competere, altrimenti non è possibile fare alcuna programmazione. Serve, ripeto, uno strumento di conoscenza, da tenere costantemente aggiornato, e che deve riguardare non solo la frutta ma anche gli ortaggi".

"La conoscenza costante e continua dei dati inerenti le produzioni e le superfici ortofrutticole è un fatto ormai imprescindibile per poter operare in un mercato dinamico ed internazionale - sottolinea, da parte sua, Antonio Schiavelli, presidente di Unaproa - Le crisi di mercato o le epidemie patologiche come il Psa del kiwi, la cimice asiatica o la Tristeza degli agrumi, hanno provocato e stanno provocando, dei cambiamenti di straordinaria rilevanza negli orientamenti colturali dei produttori ortofrutticoli. Unaproa, a questo proposito, ritiene strategica l’istituzione di un gruppo di lavoro che abbia la funzione di cabina di regia, per definire le procedure operative per l’acquisizione dei dati riguardanti il catasto frutticolo e le modalità di utilizzo degli stessi. Riteniamo indispensabile, in particolare, attivare un percorso che preveda, oltre all’acquisizione del dato, anche un’analisi qualitativa delle informazioni che, messe a confronto con altri elementi di diversa natura (in ambito di ricerca, sperimentazione, innovazione, ecc.), consentano la definizione di una strategia produttiva-mercantile aderente alle esigenze del nostro Paese".

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