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lunedì 8 aprile 2019


In Spagna le bucce d'arancia alimentano le automobili

La regione di Valencia (Spagna) lancia un progetto ambizioso ed eco-sostenibile: entro il 2030 vuole ridurre della metà le emissioni di CO2 prodotte dalle automobili, grazie all’utilizzo, al posto della benzina e del diesel, di bioetanolo estratto dalla lavorazione delle bucce d’arancia.

"Ogni anno, oltre agli scarti della lavorazione delle arance, abbiamo un’eccedenza di frutti di diverse centinaia di tonnellate che stiamo trasformando dal 2008 in bioetanolo per uso carburante per automobili", spiega a Linkiesta Esteban González Pons, ex professore di Diritto Costituzionale alla Uv Universitat de Valencia, già Consigliere di Governo per il Territorio e il Medio Ambiente e ora Portavoce del Pp al Parlamento Europeo. "Abbiamo ultimato varie fasi di test con la Ford che si è dimostrata interessata ai risultati ottenuti nei laboratori della Upv Universitat Politècnica de València. Qui coesistono tutti i fattori necessari: tanto sole, tante arance e tanta innovazione tecnologica". 

L’idea di produrre bioetanolo dalla buccia delle arance, scartate dalla lavorazione industriale, inizia nel 1989 con le ricerche di Karen Gorhmann, professore di biochimica e ricercatore presso l’Università della Florida.

La regione di Valencia - spiega l'articolo de Linkiesta - destina alla coltivazione di agrumi 100mila ettari di terreno e dispone sul suo territorio di sei stabilimenti di succo d’arancia. Dalle eccedenze del 2018 si sono prodotti sei milioni di litri di bioetanolo. Il Governo, in particolare, è convinto di poter generare entro il 2030, 37 milioni di litri di bioetanolo che tra undici anni faranno circolare 700 mila automobili, tante quante ce ne sono attualmente in una città come Barcellona.

Fonte: Linkiesta 


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