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Davide Vernocchi mercoledì 6 marzo 2019


«Biostimolanti terra di nessuno, serve giro di vite»

"Inquadrare" i biostimolanti, realtà in grande espansione priva, oggi, di paletti e certificazioni: non basta all’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari il Regolamento comunitario sui fertilizzanti, frutto del recente compromesso raggiunto dal Trilogo  che per la prima volta fa riferimento proprio ai biostimolanti. Davide Vernocchi (nella foto), coordinatore ortofrutta del sodalizio, chiede un intervento nazionale per fare ordine “in quella che è attualmente è terra di nessuno, attraverso uno strumento terzo o centri di saggio che certifichino la veridicità di quanto dichiarato al momento dell’immissione dei prodotti sul mercato”.



Prodotti di origine naturale che aiutano le piante a reagire meglio agli stress climatici e a rendere le produzioni più gradevoli per il consumatore, agendo quindi sulla competitività, i biostimolanti sono oggetto di grande attenzione per il loro contenuto innovativo: l’Alleanza, con una nota stampa divulgata nei giorni scorsi, ha evidenziato l’auspicio che “nella prossima fase di applicazione del Regolamento venga posta particolare attenzione ai dati che dovranno essere inseriti nelle informazioni da apporre in etichetta sui contenitori”. 
 


Vernocchi va oltre: “Siamo in una fase in cui il termine ecosostenibilità è molto importante e ha enorme appeal - spiega a Italiafruit News - e i produttori sono giustamente attirati da questi prodotti che partono da elementi naturali. Ma oggi si va sulla fiducia: manca un soggetto terzo che certifichi la veridicità di quanto dichiarato, innestando un elemento di garanzia per gli utilizzatori”. 

“Il regolamento comunitario ha maglie larghe - aggiunge Vernocchi - serve un intervento  governativo per costruire riferimenti certi. Tante aziende piccole e grandi, oggi, presentano i loro formulati che hanno sempre più presa sul settore ortofrutticolo e su tutta l’agricoltura in generale: ma sono tutti affidabili?”. Senza garanzie adeguatamente verificate della corrispondenza fra quanto promesso in etichetta e la realtà dei fatti, sottolinea Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, si rischierà di perdere, anche a fronte del nuovo Regolamento Ue, gran parte delle potenzialità di uno strumento che, adeguatamente indirizzato, può assicurare sempre maggiore sostenibilità alle colture. 

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