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lunedì 4 marzo 2019


Febbraio «flop», preoccupazione nei Mercati

Il caldo anomalo di febbraio “raffredda” i listini nei Mercati e Centri agroalimentari della Penisola, mentre i grossisti siciliani fanno i conti con le conseguenze del maltempo. “E’ stato un mese flop, difficile dall’inizio alla fine”, l’analisi di Salvatore Musso, grossista milanese. “L’innalzamento delle temperature, insieme ai listini medio alti per la modesta disponibilità, ha contribuito a frenare il consumo di vari prodotti invernali come broccoli, cavolfiori e in generale di tutte le verdure. Dopo un gennaio debole confidavamo in una ripresa, ma così non è stato. Le cause? Molteplici: dai continui sbalzi climatici che hanno avuto conseguenze pesanti alla produzione, fino al calo dei consumi. Se anche marzo dovesse continuare con questo trend, ci sarebbe da preoccuparsi seriamente…”.


“Dopo un’ultima parte di febbraio fiacca oggi, venerdì, primo giorno di marzo, abbiamo notato un certo movimento”, commenta Tomaso Pavan dal Mercato di Udine. “Il fattore meteo fa la sua parte, anche se qui in Friuli c’è una notevole escursione termica tra il giorno, quando si raggiungono e superano i 20 gradi, e la sera, decisamente più fredda. In questo contesto la fragola, dopo un inizio buono con prezzi di 5 euro il chilo e oltre per Candonga, è scivolata a 3-3,50 mentre Melissa veleggia tra 2,80 e 3 euro; quotazioni tutt'altro che esaltanti e anzi piuttosto preoccupanti, tenendo conto che siamo alle battute iniziali della campagna. Le contrattazioni delle verdure, reduci da quotazioni elevate, all’inizio della scorsa settimana si sono bloccate. Confidiamo che in marzo possa concretizzarsi quella ripresa che abbiamo intravvisto venerdì”.


“C'è poco consumo e di conseguenza poca vendita: in queste condizioni non è facile gestire la merce e l’attività”, la sintesi di Aurelio Baccini da Firenze. “Le temperature elevate di febbraio non hanno fatto bene al settore e preoccupano in prospettiva: basta una gelata per rovinare tutto…”.


Da Catanzaro, Giorgio Gigliotti rimarca che "febbraio è stato un mese difficile per la vendita di quasi tutti gli articoli". "Abbiamo registrato un aumento di prezzo del 15% delle verdure rispetto al mese precedente; purtroppo gli ortaggi siciliani non trovano molto spazio in quanto il prodotto conferito dalle aziende non è dei migliori. Prodotti importati dall’Ecuador come banane e ananas, invece, sono in aumento del 40% circa".


“I prezzi di frutta e verdura sono medio-bassi e questo non dipende dalle  temperature alte, qui in Sicilia è freddo e l'ondata di maltempo della scorsa settimana ha danneggiato parecchie aziende agricole e i prodotti in esse coltivati”, annota da Vittoria (Ragusa) Filippo Giombarresi. “Al momento non registriamo eccessi di  volumi, anzi, l’assortimento è variegato con tutti i principali raccolti invernali tipici della nostra zona. Le conseguenze del freddo si stanno vedendo ora su pomodori e pomodorini, soprattutto grappolo e ciliegino che presentano difetti di colorazione  e consistenza nella metà circa dei casi. E questo influenza e abbassa i prezzi”. 


“La spietata concorrenza estera, del Maghreb alla Spagna, caratterizzata da produzioni che migliorano  qualitativamente giorno dopo giorno, si fa sentire”, aggiunge Giombarresi.

“Ciò nonostante, le richieste delle produzioni locali ci sono e in molti casi non riusciamo a soddisfarle tutte; le contrattazioni  sono dure ma sempre chiare e pulite”.

Alcune quotazioni al mercato vittoriese: per i pomodori, Ciliegino da 0,60 a 1 euro il chilo, Datterino da 1,20 a 1,70,Cuore di Bue da 1 a 1,40 euro, Piccadilly  da 0,60 a 0,90, Grappolo  da 0,40 a 0,90, San Marzano da 1,40 a 1,80; melanzane da 0,40 a 1 euro a seconda della varietà, zucchine scure da 0,50 a 0,80, cetrioli da 0,90 a 1,40, peperoncini friggitelli dolci da 1,30 a 1 70, arance Navel da 0,30 a 0,50, Tarocco da 0,30 a 0,50, mandarini Tardivi da 0,20 a 0,40.

Le rilevazioni della "Borsa della Spesa" di Unioncamere, Italmercati e Bmti evidenziavano venerdì che le temperature alte hanno ridotto la domanda di arance ridimensionandone i prezzi; listini giù anche per i cavolfiori, convenienti gli ortaggi di stagione come bietole, cicoria e puntarelle, e pure le fragole - prodotto primaverile per eccellenza - non spuntano quotazioni esaltanti per gli operatori. Prezzi in aumento e qualità in calo, infine, per i carciofi.


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