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Topinambur lunedì 4 marzo 2019


Topinambur bio, una nicchia che desta curiosità

Un’attenta selezione, una pregiata trasformazione e il tubero diventa gourmet. Il topinambur biologico di Terre Lucane ha così attuato una svolta commerciale, valorizzando il prodotto anche per le sue proprietà nutrizionali e addirittura probiotiche. Dopo averlo proposto fresco e in fettine sottolio, l’impresa sta lavorando al topinambur in chips.

“La società agricola Terre Lucane – spiega a Italiafruit News Giacomo Antonino, uno dei referenti dell’azienda -  fa parte di un gruppo dedito alla produzione di energia elettrica da fonte eolica/fotovoltaica e alla produzione agricola. Nata per volere di cinque amici ingegneri per far fronte ai fabbisogni delle proprie famiglie, è ora tra le poche aziende agricole, nel panorama nazionale, che produce pasta con grano coltivato esclusivamente sui propri terreni e topinambur biologico”.



Il topinambur, coltivato su terreni certificati biologicamente, è raccolto a mano e venduto sia fresco che tagliato in fette sottili e conservato in olio extravergine di oliva biologico.
La semina dei tuberi avviene in primavera con modalità manuali o semimeccanizzate. Per la concimazione vengono utilizzate sostanze organiche naturali, come letame ovino. Gran parte del raccolto è effettuato prima dell’inverno. Parte del prodotto poi è stoccata in celle frigorifere in modo da non perdere l’umidità e per consentire la distribuzione nel periodo estivo.



La trasformazione avviene presso un’azienda certificata dove il topinambur viene prima selezionato, pelato, affettato, cotto in aceto ed in fine posto in confezioni (pastorizzate) sotto forma di tre ricette: topinambur in olio extravergine di oliva in agrodolce (Bio Certificato Icea);  topinambur in olio extravergine di oliva al peperoncino e prezzemolo (bio certificato Icea);  topinambur in olio extravergine di oliva al pepe e alloro (bio certificato Icea). Il topinambur varietà Violetto, più abbondante in fatto di produzione, è coltivato su un’estensione di circa due ettari di terreno e la quantità annua raccolta è di circa 800 quintali. L’attuale volume d’affari derivante dalla vendita di topinambur è pari a circa 30.000 euro.

Quando si parla di topinambur, non possiamo che ricordare le sue proprietà “Il topinambur è un’importante fonte di inulina – aggiunge Antonino - una fibra solubile appartenente alla classe dei prebiotici, sostanze non digeribili in grado di favorire lo sviluppo della compagine batterica  che svolge un ruolo positivo per l’intestino. L’inulina, infatti, aumenta il numero dei bifido-batteri e dei lattobacilli nell’intestino, i cosiddetti batteri buoni, quelli che favoriscono l’assorbimento delle sostanze nutritive e il funzionamento regolare dell’apparato intestinale e inibisce quella degli anaerobi e di altri batteri pericolosi come escherichia coli, salmonella species, listeria e shigella. Inoltre, sembra sia capace di ridurre l’assorbimento intestinale del colesterolo e dei trigliceridi, di abbassare la glicemia e di migliorare l’assorbimento del calcio a livello dell’intestino. L’inulina, grazie alle sue caratteristiche, viene utilizzata principalmente come rimedio contro la stipsi, per ripristinare la carica batterica intestinale danneggiata a seguito di terapie antibiotiche o a causa della sindrome del colon irritabile e contro il colesterolo e i trigliceridi alti nel sangue”.

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