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lunedì 18 febbraio 2019


Il rischio gelate cresce, ma le assicurazioni prendono tempo

La preoccupazione dei frutticoltori italiani di subire gelate cresce di pari passo con l'impossibilità di sottoscrivere assicurazioni a contributo comunitario contro le calamità atmosferiche. Le temperature diurne negli ultimi dieci giorni hanno raggiunto punte massime di 15-18 gradi centigradi, livelli elevati per il periodo che hanno accelerato lo sviluppo vegetativo dei frutteti: dal pesco all'albicocco al susino. 

Dall'Emilia-Romagna, culla della produzione di drupacee, il Condifesa Ravenna, Consorzio di difesa delle produzioni intensive, denuncia la perdita di tempo delle assicurazioni. "Purtroppo ci risiamo - sottolinea il presidente Stefano Francia - Come già avvenuto lo scorso anno, le compagnie assicurative nel momento in cui devono mettere a disposizione le coperture contro le gelate prendono tempo e lasciano le aziende agricole in balia delle bizze del clima".  

"Ormai è più di un mese che abbiamo trasmesso alle assicurazioni la nostra proposta completa, normativa e tariffaria. Il tempo stringe: il rischio gelate, tra pochi giorni, diventerà concreto per le albicocche e i frutteti precoci, soprattutto il clima continuerà a essere così mite", aggiunge il direttore Fabio Pesci.

Le temperature massime di venerdì 15 febbraio

Per Condifesa la strategia delle compagnie è chiara: si porta avanti l’apertura della campagna assicurativa per ridurre il rischio di pagare eventuali danni alle colture. E, come se non bastasse, si richiedono condizioni penalizzanti come i 12 giorni di carenza contrattuale prima dell’entrata in copertura della garanzia gelo.  

Francia e Pesci confidano che la situazione possa sbloccarsi entro la fine di questa settimana. "La copertura assicurativa contro le calamità - tiene a ricordare Francia - beneficia di un contributo comunitario che copre fino al 70% della spesa. E' l’unico strumento di tutela del reddito delle imprese agricole contro le calamità naturali da quando sono stati aboliti gli interventi compensativi pubblici che operavano in maniera tardiva e molto limitata solamente dopo il verificarsi dell’evento calamitoso".


Stefano Francia, presidente di Condifesa Ravenna

"Solo negli ultimi due anni - conclude il presidente - ai soci del Condifesa Ravenna sono stati erogati risarcimenti assicurativi, a seguito di eventi atmosferici avversi, pari a 69 milioni di euro. Risorse molto importanti che hanno consentito la sopravvivenza delle imprese duramente colpite dalle calamità".    

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