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giovedì 7 febbraio 2019


Export, il Mipaaft a Berlino: giù i muri

Un impegno concreto per spingere l’export italiano sui mercati internazionali: è quello che ha "incassato" dalle istituzioni il sistema ortofrutticolo nazionale nella prima giornata di Fruit Logistica. Il sottosegretario alle Politiche Agricole Alessandra Pesce ha assicurato la volontà del Mipaaft di aprire nuovi sbocchi, abbattendo le barriere fitosanitarie che impediscono l’accesso a nuovi mercati; l’Assessore all’Agricoltura dell’Emilia Romagna Simona Caselli, dal canto suo, ha messo a disposizione la struttura regionale per agevolare la parte tecnica e burocratica legata alle visite ispettive propedeutiche al via libera per le esportazioni. Il tutto è avvenuto in occasione dell’inaugurazione dello Spazio “Italy”, coordinato da Cso, a Fruit Logistica. Dopo gli interventi, visita della Pesce agli stand di alcune realtà di primo piano già attrezzate per esportare lontano, da Oranfrizer a Jingold. A breve, inoltre, sarà convocato il Tavolo ortofrutticolo al Ministero. 
 


“L’ortofrutta italiana – ha affermato Paolo Bruni presidente di Cso Italy, nella piccola sala - è insuperabile quando riesce a fare sistema e lo spazio Italy, con 60 aziende di primaria importanza, è un esempio di aggregazione di successo. Abbiamo ribadito qui, con le nostre attività in Fiera, i valori chiave della nostra ortofrutta: qualità e sicurezza prima di tutto ma anche una ineguagliabile profondità di gamma che ritengo sia un driver importante per soddisfare i consumatori”.


 
“L’ortofrutta - ha detto Pesce - rappresenta uno dei settori cardine del sistema agroalimentare italiano, con un valore della produzione pari a 11,4 miliardi di euro, il 23% del totale della ricchezza prodotta dall’intero comparto agricolo nazionale. L’ortofrutta è il Made in Italy più venduto all’estero dopo il vino: ha saputo innovare, mettendo a punto strategie di crescita e, in molti casi, di aggregazione”. 


Alessandra Pesce tra gli stand di Fruit Logistica. Sopra, foto di gruppo, gli interventi e gli operatori in ascolto

I dati 2018 relativi all’export, però segnalano una frenata: “C’è ancora lavoro da fare per rendere il settore sempre più competitivo rispetto a nuovi rivali che si affacciano sul mercato internazionale. Il Mipaaft sarà al fianco dei produttori per mettere in campo tutte le azioni necessarie alla crescita del comparto che in molti casi caratterizza interi sistemi territoriali. È in questa chiave va letto l’impegno nella legge di bilancio per l’istituzione del Catasto frutticolo, prima risposta concreta alle esigenze degli operatori”, ha concluso Pesce.

Nel suo intervento Caselli ha affermato che “l’export è un fattore strategico per lo sviluppo del settore ortofrutticolo e va sostenuto con iniziative sinergiche: occorre lavorare sui programmi di promozione e sugli accordi commerciali”. “Sono fronti - ha aggiunto - su cui siamo fortemente impegnati, come Regione Emilia Romagna, con risorse sia finanziarie che tecniche per favorire l’internazionalizzazione delle imprese e lo sviluppo di nuovi mercati. Ma serve anche fare retea livello europeo: in questo è attiva Areflh, attenta affinché la futura Pac garantisca adeguato supporto al settore, in particolare attraverso l’Ocm ortofrutta”.


 
L’ambasciatore italiano a Berlino, Luigi Mattiolo, ha ricordato che tra i dieci finalisti agli “Innovation Awards” ben quattro sono italiani: “l’innovazione digitale nell’agroalimentare può garantire competitività a uno dei settori chiave dell’economia italiana, che contribuisce per l’11% al Pil e per il 9% sull’export”.
 
Il direttore Ice Berlino, Fabio Casciotti, illustrando il progetto “Taste the Italian way of life” ha spiegato che “l’Italia ha esportato in terra tedesca nei primi 11 mesi del 2018 ortaggi per 432 milioni di euro e frutta per circa un miliardo; per l’intero 2018, il nostro export totale dovrebbe aggirarsi su 1,6 miliardi, con un leggero calo rispetto all’anno precedente su quello che rimane comunque saldamente il primo mercato di destinazione”.


L'Italian Fruit Village al padiglione 7.2

Soddisfatto per l’impegno “istituzionale” (da anni in fiera a Berlino non si vedevano rappresentanti del Mipaaft) il presidente di Fruitimprese Marco Salvi: “L’intenzione di accelerare l’impegno ad abbattere le troppe barriere va nella direzione auspicata dalla nostra organizzazione, da tempo gli imprenditori hanno serrato le fila e aspettano l’impegno della politica a fare la propria parte. Un impegno che sembra esserci, concreto, e che contiamo di far fruttare”. 

Fruit Logistica intanto è partita a pieno ritmo: sempre più grande, molto affollata fin dalle prime ore, subito presenziata da gran parte dei big italiani del settore. Tanti i visitatori, anche nei padiglioni che ospitano gli espositori del nostro Paese. Battesimo positivo anche per il nuovo "Italian fruit village" al 7.2. In definitiva una presenza ampia, quella del sistema ortofrutticolo nazionale, che è segnale di salute. Anche se l'immagine eterogenea, con stand "tricolore" disseminati nel quartiere fieristico, oltre che nei padiglioni italiani, rappresenta a detta di molti un disvalore.
 
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