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lunedì 4 febbraio 2019


Lotta allo spreco, i risultati di Italmercati

La rete Italmercati – che riunisce gli 11 più grandi mercati agroalimentari d'Italia – nel 2018 ha recuperato 7.200 tonnellate di frutta, ortaggi e pesce fresco per poi ridistribuirlo ad oltre 160 onlus disseminate su tutto il territorio nazionale.
E' stato di 14.400.000 di euro (prezzo medio di ipotesi al dettaglio europeo di 2 euro il chilo) il valore di mercato dei prodotti recuperati e il potenziale risparmio degli oltre 160 beneficiari di onlus.

Rispetto al 2017 i mercati della Rete hanno aumentato del 15% le tonnellate di prodotto fresco recuperato, nel 2017 erano, infatti, 6.500 tonnellate.

Italmercati è la prima rete aziendale costituita dai principali centri agroalimentari italiani e agro-mercati all'ingrosso. È un asset industriale ampio e ben attrezzato con una superficie totale di 460 ettari, ricavi delle vendite aziendali di circa 70 milioni di euro e un fatturato totale delle aziende associate di 5,6 miliardi di euro.
I membri della rete includono Caat a Torino, Maap a Padova, Sogemi a Milano, Sgm a Genova, Veronamercato, Caab a Bologna, Mercafir a Firenze, Car a Roma, Caan a Napoli, il mercato agroalimentare della Sardegna a Cagliari e il Maas a Catania.

Non sprecare cibo significa anche non sprecare le risorse utilizzate nelle fasi di vita dei prodotti recuperati. L'impatto ambientale dei prodotti recuperati fornisce un rispetto delle risorse naturali dipendenti in fase di produzione e quindi non si spreca: 14.000 cassonetti di rifiuti evitati; 2.340 piscine olimpioniche di acqua non sprecate (acqua per produrre i prodotti recuperati); 63.000 viaggi in auto a Roma. Milano inquinerebbero come la CO2 prodotta in fase di produzione dei prodotti recuperati; 6.840 campi di calcio sono relativi alla superficie del territorio che sarebbe necessaria per compensare gli impatti dei prodotti recuperati; 8.000.000 di anidride carbonica non sprecati.

Inoltre, Italmercati ha lanciato il progetto "Frutta che frutta non spreca" in collaborazione con il Mipaaft, le Acli di Roma, l'associazione Isola Solidale, il l'università di Bologna, Comieco e Last minute market. La sperimentazione è in corso presso il Car, ma il modello potrà successivamente essere esteso agli altri Centri Agroalimentari della Rete.

In sintesi, i prodotti in eccedenza disponibili presso il Centro Agroalimentare Roma vengono monitorati dalle Acli di Roma e provincia, attraverso un sistema digitalizzato, selezionati, in parte destinati freschi ad organizzazioni non lucrative, in parte trasformati presso il mercato, attraverso un laboratorio di nuova concezione gestito da Isola Solidale, il cui personale (2 persone) è stato formato dai partner di progetto ognuno per le tematiche di propria competenza (Haccp e buone pratiche di trasformazione, sicurezza sul lavoro, utilizzo dei macchinari, pratiche amministrative, logistica, etc..). Le materie prime utilizzate per la trasformazione, nella fase sperimentale soprattutto marmellate e confetture, viene reso disponibile ad Onlus del territorio che siano interessate ad utilizzarlo e/o collocarlo su "mercati sociali" e/o tradizionali.



"Un risultato importante – spiega Fabio Massimo Pallottini, presidente di Italmercati – a testimoniare che siamo sulla strada giusta per contrastare gli sprechi e per fare crescere una corretta cultura dell'utilizzo e riutilizzo del cibo ancora fresco e perciò buono".

"I Centri agroalimentari - aggiunge Pallottini - anche attraverso queste iniziative si configurano sempre più, luoghi vitali e partner di rilevanza del tessuto commerciale ed imprenditoriale, logistico e distributivo italiano. Grazie alla fattiva collaborazione di un terzo settore sempre più sistemico ed organizzato, diversificato secondo le Regioni di appartenenza, i Centri Agroalimentari si sono consolidati in questi anni anche quale luoghi di impegno nella profusione di buone pratiche e nell'esercizio della solidarietà. Accanto alla recente sottoscrizione di un Protocollo del Caan con Banco Alimentare, continuano le attività di recupero di altri grandi Mercati come Bologna, Verona, Genova, Milano e Firenze. Tutto ciò ci rende un network di imprese all'avanguardia, in Italia ed in Europa".

Fonte: Italmercati


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