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giovedì 24 gennaio 2019


Idee d'Italia, l'ortofrutta al centro delle nuove start up

Un sistema di tubi per coltivare verdure, chiamato Agritube, e un rivestimento di seta, biodegradabile e commestibile, per preservare la freschezza dell'ortofrutta. Due progetti nati dall'ingegno di giovani startupper italiani che hanno davanti un futuro ricco di opportunità e che rispondono ai bisogni di una delle aree più povere del mondo: l'Africa, dove le condizioni climatiche ostiche e le carenze idriche impattano sulla vita di tutti i giorni.

L'idroponica diventa semplificata e si alimenta con l'energia solare 

Sviluppato dai fratelli Lorenzo e Giorgio Giorgi con il socio Giacomo Battaini e la collaborazione dell'Università di Padova, l'Agritube semplifica la produzione idroponica e la rende economicamente accessibile a chiunque, produttori e anche hobbisti. Il sistema consiste in un insieme di tubi che permettono di coltivare insalate, verdure a foglia, pomodori, fragole e peperoncini in condizioni di estrema scarsità d'acqua. L'impianto funziona a energia solare e prevede un circuito automatizzato di controllo che permette di risparmiare dieci volte la quantità d'acqua che sarebbe necessaria in campo aperto. 



"Un modulo da 240 piante si può realizzare con meno di 400 dollari ed è in grado di dare prodotti fino a otto volte l'anno - ha spiegato Lorenzo Giorgi in una recente intervista concessa al quotidiano La Nazione - Sul nostro sito Bloom Project spieghiamo come realizzare i prototipi. Il prossimo passo è insegnare alle popolazioni povere come fare a costruire Agritube, come utilizzarlo per le coltivazioni e come mantenerlo in caso di guasti e imprevisti".

Il rivestimento di seta al posto del frigorifero

Anche il progetto dei rivestimenti di seta per ortofrutta, coordinato dagli italiani Fiorenzo Omenetto dell'Università Tufts e Benedetto Marelli del Massachusetts Institute of Technology (Mit), ha le potenzialità per rivoluzionare l'alimentazione dei Paesi africani.
  
La seta è prodotta da bachi ingegnerizzati, che non potrebbero sopravvivere in natura, o da lieviti in cui viene introdotto il Dna per creare la fibroina, la proteina che rende la seta resistente. Il risultato è un materiale biodegradabile, edibile e inodore che può fungere, in pratica, da "frigorifero naturale" per più di una settimana.



"Abbiamo sviluppato - ha spiegato Benedetto Marelli al Tg1 di domenica 20 gennaio - tutta una serie di materiali ibridi per avvolgere l'ortofrutta con un rivestimento di seta, in grado di estenderne la freschezza senza usare la refrigerazione. Non sembra, ma questo è un grandissimo problema societario, perché la sicurezza del cibo è una delle prerogative delle Nazioni Unite. L'innovazione avrà sicuramente un impatto in tutto il mondo: questo è il motivo per cui ci svegliamo alla mattina".

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