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mercoledì 9 gennaio 2019


La Lombardia scommette, e investe, sulle nocciole

"La Lombardia scommette sulle nocciole come futuro dell’agricoltura. Nel 2019 infatti la giunta Fontana metterà in atto una serie di iniziative per favorire questo tipo di coltura, oggi poco diffusa sul territorio regionale, ma con grandi prospettive di crescita e di reddito per gli agricoltori e per i giovani". Così in una nota Alessandro Corbetta, consigliere regionale leghista. "Stiamo parlando - spiega Corbetta - di una grande possibilità di sviluppo per i nostri territori che potrà garantire lavoro, turismo e prodotti di qualità. L’Italia è il più grande consumatore mondiale di nocciole, utilizzate su larga scala nell’industria alimentare, ma siamo costretti a importare dalla Turchia fino al 30% del nostro fabbisogno. Le grandi aziende dolciarie richiedono però sempre di più nocciole made in Italy e stanno investendo molto in questa direzione. Si tratta di un business in forte crescita, un treno che la Lombardia non può perdere e proprio per questo è necessario attivarci immediatamente per promuovere questa coltura".

Nei giorni scorsi il Consiglio regionale ha votato all’unanimità un provvedimento, presentato proprio da Corbetta, che impegna la Giunta a muoversi nella direzione di creare un distretto lombardo delle nocciole. "Oggi in Lombardia - prosegue Corbetta - la coricoltura è poco diffusa: coltiviamo solo 127 ettari sui 71mila nazionali. Abbiamo però intere zone con terreni agricoli abbandonati o che necessitano di essere riconvertiti perchè non più redditizi. In particolare la fascia collinare pedemontana e l’area di media montagna potrebbero prestarsi egregiamente alla coltivazione di nocciole, come già avviene nel vicino Piemonte. Il primo passo è quello di promuovere un incontro tecnico tra i produttori e le associazioni di categoria e in seguito inserire misure specifiche nel piano di sviluppo rurale e nella Pac atte a garantire un sostegno al reddito per i primi 5 anni necessari affinché un noccioleto produca interessanti quantità di reddito".

Fonte: Giornale di Brescia


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