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venerdì 14 dicembre 2018


Frutta secca e disidratata nel clou con nuove proposte tropicali

Dalle noci alle arachidi, dalle mandorle alle nocciole, dai pistacchi ai fichi, dai datteri alle nuove proposte di mango, ananas e cocco: il comparto della frutta secca e disidratata si avvicina alle festività natalizie, periodo in cui tradizionalmente i consumi di questi prodotti raggiungono il loro picco. 

"La frutta secca ed essiccata è ormai diventata una categoria che viene venduta per 12 mesi l'anno, anche se il vero mercato comincia a settembre e ha il suo picco tra dicembre e l'Epifania - conferma Mario Marchetto, esperto venditore che lavora presso lo stand di Agricola Lusia del Mercato ortofrutticolo di Treviso - In questi ultimi tre mesi, abbiamo incrementato il nostro trend di vendita, nonostante i prezzi per diversi prodotti siano calati rispetto all'anno precedente, per motivi legati alle quantità raccolte". 

"Le noci, le arachidi e pistacchi sono i tre articoli più commercializzati in assoluto", evidenzia Marchetto. Ce n'è, ovviamente, per tutti i gusti e tutte le tasche: "Offriamo le noci venete, californiane, francesi, ungheresi e polacche; le arachidi israeliane (ben lavorate) ed egiziane, per poi finire con i pistacchi californiani (grandi e belli), iraniani (piccoli ma molto saporiti) e la produzione siciliana di Bronte".

"Quest'anno - sottolinea il venditore - le noci di provenienza estera sono sensibilmente meno care rispetto al 2017. La varietà Lara del Veneto, invece, conferma i prezzi del 2017, posizionandosi sui 6-7 euro il chilo, contro i 3-3,50 euro/kg del prodotto dell'Ungheria, di scarsa qualità". 

Il differenziale di prezzo è elevato anche per l’arachide: "I nostri clienti pagano le produzioni israeliane, provenienti dal Deserto del Negev, circa 5,50 euro il chilo e l'offerta egiziana del Sinai circa 4 euro/kg. I pistacchi, infine, si attestano a valori superiori a 10 euro/kg, con punte di 25-30 euro per l'origine Bronte".



Per quando riguarda le mandorle e le nocciole, Marchetto osserva come le preferenze del consumatore si siano ormai spostate verso il prodotto sgusciato. Ma cresce anche il consumo di produzioni tostate. "Per le mandorle - evidenzia - oggi c'è una differenza di 3 euro il chilo fra il prodotto sgusciato di origine americana (7-8 euro/kg) e quello con guscio siciliano (4-5 euro/kg). I prezzi delle nocciole sono stabili da molti mesi: le sgusciate valgono 8-9 euro/kg, contro i 4-6,50 euro/kg delle produzioni con guscio". 

Lo stand di Agricola Lusia dispone anche dei datteri tunisini e di quelli israeliani (varietà Medjoul); questi ultimi preferiti dai consumatori italiani per la loro consistenza tosta. 

"Quest'anno - sottolinea ancora Marchetto - sta già per finire la campagna dei fichi secchi greci a causa dell'estate siccitosa e dei vasti incendi che si sono verificati nell'Attica a luglio. Il prodotto, quindi, è più caro: l’anno scorso quotava a 6,50 euro il chilo, quest’anno 8,50 euro/kg. Anche l'offerta italiana, di conseguenza, ha aumentato il proprio valore con la merce di migliore qualità, proveniente dalla Calabria, che ha raggiunto gli 11 euro/kg".

Agricola Lusia, infine, punta a offrire prodotti innovativi come la frutta tropicale disidratata (ananas, mango, cocco, ecc.), di origine tailandese. "Questo segmento - conclude Marchetto - ha ottime potenzialità di crescita per il futuro e credo che possa imitare i trend delle zenzero disidratato, il cui consumo è esploso nell'ultimo biennio".

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