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giovedì 13 dicembre 2018


Salvo Moncada: «Pomodori e ortaggi al gusto di Sicilia»

La vocazione agricola in un territorio ricco di bellezza. Per Salvo Moncada, general manager dell’omonima Op di Ispica (Ragusa), i prodotti ortofrutticoli devono trasmettere al consumatore tutte le caratteristiche pedoclimatiche, culturali ed emozioniali dell'areale di origine, in questo caso la Sicilia. Ne ha parlato nel 19esimo Speciale Frutta e Verdura di MarkUp e Italiafruit News dal titolo “Coltiviamo bellezza. Facciamolo sapere”.

Salvo, cos’è per lei e per la sua famiglia la bellezza?
Mio padre mi ha insegnato a perseguire il valore della bellezza e a metterlo in ogni vaschetta di pomodoro. Vivo in Sicilia, una terra ricca di bellezza: la storia, la luce, il calore del sole, la salinità del mare che si scorge dalle nostre serre sono tutti elementi fondamentali per noi. Questa per me è bellezza: un pomodoro Moncada deve sprigionare le caratteristiche climatiche del Sud-Est di quest’isola; deve saper esprimere tutta l’esperienza delle persone che con questa terra, da anni, hanno stretto un rapporto forte, di rispetto e valorizzazione.

E come trasferite la bellezza nel vostro ambito di attività?
La continua ricerca della bellezza ci ha portato ad avere tantissimi prodotti, diversi per forma, consistenza, colore e sapore. La campagna sa regalare ogni anno un prodotto nuovo, una novità. E noi puntiamo proprio a valorizzare questa diversità, pomodori gialli, rossi, arancioni, verdi, marroni. Uno spettro di tonalità che rispecchia le tinte del territorio. A ogni colore, poi, corrisponde un diverso sapore. Che è la prima cosa a cui penso, quando tengo tra le mani un pomodoro, appena raccolto: ne immagino il sapore e poi lo assaggio, cercando di capire se le sue note, acidule o dolci, rispondano alle esigenze dei consumatori.
La bellezza si applica al settore ortofrutticolo grazie alla riscoperta della tradizione e al recupero di coltivazioni e gusti di un tempo. Per esempio, con la varietà del costoluto e con il Camone, quello vero. Due prodotti sui quali abbiamo investito in ricerca e innovazione per poterli riproporre ai consumatori. Poi, bisogna raccontarla, la bellezza. Per questo, per Fruttoghiotto, il nostro premium brand, abbiamo scelto di cambiare abito. Vogliamo che il packaging parli del prodotto, ma anche di curiosità storiche e delle specifiche del territorio. Una curiosità riguarda la pellicola che protegge le vaschette, non più in plastica, ma in amido di mais 100% biodegradabile.



In futuro ci sarà spazio per la bellezza nel settore ortofrutticolo?
Certo. Per quel che ci riguarda intendiamo declinare la bellezza come rispetto e responsabilità. La terra in cui viviamo e produciamo va salvaguardata, protetta, curata. Anche per questo abbiamo avviato la conversione in bio di una parte della nostra produzione. Per noi è molto importante il concetto di ecosostenibilità, in tutte le fasi della lavorazione, fino alla scelta di imballaggi ecocompatibili. Credo che il comparto ortofrutticolo debba impegnarsi in questo: nel rispetto del terreno, del territorio, degli habitat naturali e delle persone.

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