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martedì 11 dicembre 2018


«Al giusto prezzo? Un'occasione per la Gdo»

"In virtù del ruolo centrale che svolge nella filiera alimentare, la Gdo ha una grande responsabilità nell’operare a contrasto dello sfruttamento lavorativo in agricoltura". E' il parere della direttrice campagne Oxfam Elisa Bacciotti che - dopo il commento del presidente di Federdistribuzione, Claudio Gradara, alla campagna di Oxfam ItaliaAl giusto prezzo” (vedi nostra intervista) - ha voluto puntualizzare alcune aspetti.

"Controllando più del 75% di tutto il cibo e le bevande consumate in Italia, i supermercati sono i primi acquirenti di prodotti agricoli e per i produttori sono un attore chiave per potere vendere e accedere al mercato - ha spiegato Bacciotti - Per queste ragioni, i supermercati hanno il potere di influenzare diversi aspetti della negoziazione con i produttori (come il prezzo di acquisto, la qualità o i tempi di consegna) e di pretendere controlli regolari in tema di rispetto dei diritti umani lungo la filiera".

Riferendosi alle parole del presidente Gradara che ha ricordato come la Gdo sia "pronta a fare la sua parte, continuando a operare a tutela del potere d’acquisto dei consumatori, ma con senso di responsabilità sociale", la direttrice campagne Oxfam ha osservato: "Ci auguriamo che la nostra campagna sia accolta dalla Gdo come un'occasione per dare prova di un percorso virtuoso messo in atto e per misurarsi ulteriormente su standard impegnativi, ma pienamente raggiungibili, di sostenibilità sociale lungo le proprie filiere di approvvigionamento".

La metodologia di analisi adottata da Oxfam è stata messa a punto da un team di esperti internazionali in tema di business e diritti umani, e si articola in una serie di indicatori relativi a solidi standard internazionali e buone pratiche ampiamente riconosciute. Tra queste, le Linee guida delle Nazioni Unite su Imprese e diritti umani (Ungps) che sanciscono la responsabilità per una azienda di tutelare e rispettare i diritti umani valutando gli impatti diretti e indiretti delle proprie attività su di essi e dandone conto in modo trasparente e responsabile nei confronti delle persone e dei gruppi suscettibili di esserne colpiti. Tenendo conto di questo criterio, Oxfam ha voluto analizzare le politiche di approvvigionamento dei cinque più grandi operatori della Gdo italiana soltanto su documentazione resa pubblica, tramite i loro siti web, nei bilanci annuali o su altri canali di dominio pubblico. "Crediamo che la trasparenza con cui il settore privato rendiconta pubblicamente il proprio operato sia il primo passo per garantire un serio percorso di sostenibilità sociale del proprio modello di business - ha aggiunto Bacciotti - Nell’ambito dell’analisi, Oxfam ha riconosciuto l’importante valore del protocollo d’intesa con il Mipaaft contro il caporalato e le aste al doppio ribasso, assegnando punteggi positivi alle aziende che lo hanno sottoscritto e reso noto. In questa ottica, riconosciamo e apprezziamo l’impegno di Federdistribuzione come associazione primaria di categoria alla firma del protocollo, augurandoci che questo possa tradursi in un impegno espresso pubblicamente anche dalle altre organizzazioni della Gdo a essa aderenti". 

L’indagine sul campo che accompagna l’analisi è servita per documentare le criticità e le condizioni di grave sfruttamento a cui produttori e lavoratori agricoli – specie appartenenti a gruppi vulnerabili, come donne e migranti - sono soggetti nelle campagne italiane. "Non c’è, quindi, nessuna volontà di volere dimostrare un legame diretto con le filiere della Gdo presa in esame. Tuttavia - ha concluso Elisa Bacciotti - la lotta allo sfruttamento lavorativo in agricoltura richiede lo sforzo congiunto di tutti gli attori della filiera: Gdo, ma anche istituzioni, mondo produttivo, industrie della trasformazione, sindacati, organizzazioni locali e consumatori".

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