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lunedì 10 dicembre 2018


Il Car di Roma vende 19 milioni di carciofi l'anno

"Il carciofo è uno dei protagonisti assoluti della tradizione culinaria romano-giudaica e proprio per celebrare uno dei più noti ed invidiati prodotti Made in Italy, abbiamo voluto realizzare questo evento speciale. Si tratta di un ortaggio di cui esistono ben 90 varietà e solo al Car, vero e proprio hub del carciofo, ogni anno vengono venduti 19 milioni di pezzi. Un grazie speciale voglio indirizzarlo alla Comunità ebraica di Roma, rappresentata dalla presidente Dureghello, che abbiamo voluto con noi in quanto custode millenaria di una ricetta – il carciofo alla giudia – che resta tra le più apprezzate al mondo. La storia di una cultura così fortemente radicata nella città di Roma può evidentemente essere raccontata anche attraverso la buona cucina. Così, insieme a questa antica ricetta abbiamo voluto proporne un'altra, anch'essa dal gusto tipicamente nostrano: il carciofo alla romana". E' quanto ha dichiarato Fabio Massimo Pallottini, direttore Generale di Car che ha preso parte venerdì scorso, presso il Centro Agroalimentare, allo show cooking dedicato gli amanti del carciofo con uno tra i più acclamati chef del panorama gastronomico italiano e internazionale, Fabio Campoli.

Per l'occasione, il resident chef del Car ha "prestato il fianco" allo chef Giovanni Terracina, l'illustre collega che oltre a gestire il "Bon Ton catering", viene spesso chiamato come docente a tenere lezioni di cucina kosher in Italia e all'estero. All'evento, che è stato organizzato per far conoscere al mondo dei consumatori il "Brand Identity Cuor di Car" sono intervenuti anche Ruth Dureghello, presidente della Comunità ebraica di Roma e il presidente di Car Valter Gianmaria.
  
"Non c'è nulla che unisce di più di mangiare insieme - ha detto Dugherello - e proprio nella tavola abbiamo riscoperto una tradizione antichissima che è quella della cucina ebraica. Gli ebrei romani arrivarono a Roma 22 secoli fa e questo è parte della nostra cultura. Oggi abbiamo cucinato il carciofo alla giudia che ne è un esempio tipico. Questo il senso di una cultura fatta di tante culture, di unione piuttosto che una divisione delle tradizioni e soprattutto della valorizzazione del territorio, proprio quello che si fa qui al Car promuovendo i prodotti del Lazio e di Roma e la cucina tipica che ci appartiene".

"Abbiamo fatto questa iniziativa con la presidente della Comunità ebraica perchè sappiamo che il carciofo, e in particolare quello alla guida a Roma, è un importante alimento. Quando i turisti vengono nella nostra città chiedono di potere mangiare i cibi caratteristici del nostro territorio in particolare il carciofo. Molta parte dei carciofi venduti al Car vengono cucinati nei ristoranti romani e laziali per rilanciare la grande tradizione della cucina romana", ha spiegato Valter Gianmaria.

"Il carciofo rappresenta uno degli ortaggi al quale mi sento più legato – ha spiegato lo chef Fabio Campoli - in quanto rappresenta uno degli ortaggi più apprezzati nell'ambito della produzione laziale ed italiana in generale. Non solo. In ogni carciofo sono racchiusi la memoria ed i segreti di una cucina emozionale tramandata di famiglia in famiglia in pressoché ogni parte del nostro magnifico territorio. La missione di questo evento è racchiusa nell'approfondimento e nella condivisione delle storie che legano produttori, ristoratori e chef alla scelta e all'utilizzo consapevole del più squisito bocciolo della cucina italiana".

"L'ebraismo romano - ha sottolineato lo chef Terracina - è molto radicato a Roma e il carciofo è uno dei simboli della nostra tradizione culinaria e in particolare lo è per la Comunità romana".

Fonte: Ufficio stampa Car


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