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martedì 4 dicembre 2018


Kiwi Dorì, prove tecniche di sbarco a Hong Kong

Il kiwi giallo Dorì alla prova nel mercato asiatico raccoglie consensi. Giampaolo Dal Pane, presidente del Consorzio Dorì Europe è appena rientrato da un viaggio a Hong Kong, dove è arrivato il primo container di prova: “Abbiamo fatto promozioni in-store che hanno permesso di vendere un container in due giorni – dice – Il prodotto era confezionato con scatola e alveolo brandizzati del peso di 3,3 chili con calibri centrali (27-30-33), i preferiti in Asia e i più frequenti nei nostri impianti”.

I volumi a disposizione del Consorzio (duemila tonnellate) sono ancora limitati per il mercato asiatico, ma l’elevata qualità ha soddisfatto i consumatori. “Il prodotto, partito in buone condizioni, ha mantenuto integre le sue caratteristiche confermando in conservabilità, serbevolezza e colore intenso i suoi punti di forza – continua Dal Pane – Il nostro kiwi, infatti, è più colorato e riconoscibile, grazie al sapore particolare dovuto all’elevato grado Brix accompagnato a una leggera acidità”.

Sono 190 le aziende aderenti al Consorzio Dorì, circa 330 ettari nei quali il prossimo anno si dovrebbero raccogliere cinquemila tonnellate, “250 camion di frutti”, precisa Dal Pane.

La campagna di Dorì quest’anno è iniziata con deciso anticipo: il 24 settembre è partito il primo carico per la Francia. “Anticipo giustificato da un prodotto che aveva già raggiunto le condizioni ideali – spiega il presidente del Consorzio - e il riscontro è stato ottimo”. Le vendite, poi, hanno riguardato la grande distribuzione italiana e tedesca e, a seguire, sono stati inviati i primi container in Asia e Australia.



“La stagione è molto diversa da quella del 2017, quando i prezzi erano più elevati – aggiunge - Quest’anno i frutti si vendono, i gialli mantengono un prezzo importante, ma le quotazioni sono ridimensionate, forse anche per l’offerta in crescita. Concluderemo la campagna verso la fine di gennaio, ma siamo già oltre la metà del totale del venduto”.

Un ultimo ragionamento riguarda la qualità. “La sensazione è che la concorrenza voglia occupare il mercato, ma noi pensiamo di potere avere il nostro spazio se si parla di elevata qualità. I vantaggi non sono solo per i consumatori, ma anche per i produttori che possono contare su una varietà che non ha tendenza a tripli frutti (150-200 contro 700-800 ore di diradamento, almeno 6-7mila euro di vantaggio) e veloce entrata in produzione. Ma – conclude Da Pane – preferiamo non esasperare la produzione per pianta e mantenere alta la qualità”. In più, il Consorzio effettua direttamente i controlli in campagna in tutte le fasi di coltivazione e solo i suoi tecnici possono dare il via libera alla raccolta.

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