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martedì 27 novembre 2018


Innovazione decisiva per la competitività delle aziende

Innovazione e trasferimento di conoscenze si confermano due aspetti strategici sui quali si giocherà una parte importante della competitività delle imprese italiane e dell’intero settore ortofrutticolo sul mercato globale.
Italiafruit News ne parla con Vincenzo Falconi, direttore di Italia Ortofrutta Unione nazionale.

Direttore, possiamo parlare di una nuova consapevolezza su questi che potremmo definire fattori discriminanti per lo sviluppo futuro del nostro settore?
In un certo senso sì. Di questa consapevolezza troviamo riscontro, ad esempio, nelle ultime disposizioni nazionali con cui il ministero delle Politiche agricole ha recepito le recenti revisioni del quadro legislativo comunitario in tema di Ocm Ortofrutta e stabilito l’obbligo, per le Organizzazioni di produttori (Op), di prevedere l’attivazione della ricerca nei Programmi operativi. Allo stesso tempo incoraggiando la partecipazione a progetti comuni, collettivi e condivisi tra più Op per concentrare le risorse su specifici temi, evitandone la dispersione in tante iniziative autonome.

In questo contesto come si muove Italia Ortofrutta?
Come Unione nazionale ci siamo adoperati per favorire questi processi con un approccio dal basso, mettendo in piedi un monitoraggio tra le nostre associate per far emergere dai territori, dalle Op e dalle imprese i fabbisogni di ricerca prioritari.
Di conseguenza, alla luce dei risultati acquisiti e per dare una risposta a queste esigenze abbiamo siglato un protocollo di intesa con il Crea per sviluppare insieme progetti di ricerca su temi attorno ai quali convergono i fabbisogni dei singoli comparti produttivi.

E quali sono i comparti produttivi che ritenete più bisognosi di ricerca e di innovazione?

Ce ne sono molti e non riguardano necessariamente un prodotto specifico. Ci sono alcune variabili, come la risalita del cuneo salino, l'abbassamento delle falde che, se non gestite bene e per tempo, potrebbero compromettere la coltivazione in interi territori. Altre tematiche sono legate all'esigenza di dare risposte comuni alla lotta contro insetti (o malattie) alieni.

Un primo filone di ricerca attivato ha riguardato il pomodoro da industria ed è stato finalizzato alla messa a punto delle più opportune tecniche di gestione agronomica della coltura con l’obiettivo di migliorare la qualità della materia prima avviata alla trasformazione industriale in termini di grado Brix e contenuto in solidi totali (residuo secco) mediante l’adozione di tecniche agronomiche, l’individuazione e il test di ibridi commerciali in grado di associare a una buona resa quantitativa anche un eccellente qualità per la trasformazione.

Al di là degli aspetti tecnici e scientifici, vorrei sottolineare la validità di un modello di partecipazione alla ricerca che vede la piena sinergia tra mondo della ricerca e delle imprese. Mondi che nel passato, purtroppo, non sempre hanno dialogato come necessario, con il risultato che il trasferimento dell’innovazione e il passaggio alla fase applicativa ha subito intoppi e interruzioni. La bontà di questo approccio, che vorremmo esportare dal pomodoro da industria anche in altri comparti produttivi potrebbe permettere di superare questo elemento di debolezza dell’intera filiera dell’innovazione, focalizzando le risorse su temi ben determinati e superando i rischi di una ricerca destinata a rimanere solo sterile teoria.

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