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lunedì 26 novembre 2018


L'Australia salva la Nuova Zelanda dalle cimici asiatiche

Cimici asiatiche nascoste nei rivestimenti interni di automobili giapponesi, cinesi e coreane. Per questa ragione, una nave cargo della compagnia Armacup, partita dal Giappone, è stata intercettata dalle autorità australiane e spedita al largo delle coste del Queensland. Avrebbe dovuto attraccare il 5 novembre nel porto di Auckland, hub distributivo della Nuova Zelanda, patria del kiwi Zespri. In pratica, il settore neozelandese è stato salvato dall'efficace sistema di prevenzione dell'Australia, che obbliga i vettori logistici ad effettuare un trattamento di fumigazione su moltissime merci, proprio per debellare l'insetto. 

Non è la prima volta che la cimice asiatica rischia di entrare in Nuova Zelanda: nell'ultimo anno, secondo i dati del ministero delle Industrie primarie (Mpi), gli ispettori fitosanitari hanno rinvenuto più di 2.500 esemplari all'interno di quattro navi arrivate dall'estero.


Impianto di fumigazione contro la cimice asiatica, costruito nel porto di Baltimora (Usa). Tutte le auto in partenza per l'Oceania devono essere sottoposte al trattamento termico.

Quanto accaduto ha messo in allarme l'intero comparto dell'actinidia neozelandese, ma non solo. Sono così state attivate nuove e stringenti procedure per assicurare con certezza la fumigazione dei carichi di automobili. Una eventuale invasione di cimici, infatti, potrebbe avere effetti devastanti sul commercio ortofrutticolo. Al punto che Alan Pollard, Ceo di New Zealand Apples & Pears - associazione del settore delle pomacee, ndr - ha stimato che il Paese potrebbe perdere fino a 3,6 miliardi di dollari neozelandesi (circa 2,1 miliardi di euro) di Prodotto interno lordo (Pil) nei prossimi vent'anni. 

Pollard ha detto a www.newsroom.co.nz che "la cimice asiatica è il parassita più invasivo dell'ortofrutticoltura moderna. Basta guardare a quello che è successo in America quando è arrivata negli anni '90. Alcuni degli Stati della costa orientale hanno perso il 90% della loro produzione. L'applicazione di spray chimici è incrementata da due volte l'anno a due volte a settimana". 


Una azione di prevenzione in un aeroporto neozelandese. Le persone sono indirizzate a catturare le cimici, fotografarle e a telefonare a un numero di emergenza.

Ed è proprio l'utilizzo massiccio di pesticidi a preoccupare. Stu Hutchings, presidente della Kiwifruit Vine Health - organizzazione che assiste il settore del kiwi nella lotta contro la Psa, ndrha evidenziato infatti che molti mercati europei e asiatici non consentono l'importazione di frutti trattati con specifici formulati che potrebbero uccidere l'insetto". La risposta più probabile all'epidemia è l'introduzione della vespa "Samurai Wasp", antagonista naturale. 

Se l'Oceania ha capito che la strada della prevenzione è fondamentale per affrontare le nuove specie aliene, l'Europa e l'Italia non stanno facendo altrettanto. Così ci troviamo sempre a dover curare in casa le nuove malattia e a rimetterci, purtroppo, è l'intera filiera agricola. "La nuova legislazione fitosanitaria dell'Ue, che entrerà in vigore a dicembre 2019, ha ribadito che in Europa è possibile introdurre tutto fuorché ciò che è vietato" ha spiegato Luigi Catalano, presidente della sezione Frutticoltura della Soi (Società di ortoflorofrutticoltura italiana) lo scorso settembre, nell'ambito di un incontro alla Camera dei Deputati. "Negli altri sistemi produttivi del mondo, fra cui Stati Uniti d'America, Sudafrica, Nuova Zelanda, Australia e Cile, si ragiona all'opposto: è vietato tutto tranne quello che è permesso e si applica la quarantena".

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